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    August 12

    uno sguardo diverso sulle olimpiadi

    Il caldo fatale incombe, il soldo scarseggia, la vacanza di Obon diventa occasione di lunghe ora passate in casa, compagna anche la TV. Lo slalom tra il trash televisivo nipponico (per altro estremamente affascinante, a tratti) porta inevitabilmente a un risultato: guardare le olimpiadi. E poi cosa c'è di meglio di godersi lo spettacolo di tutta quella gente che suda, si impegna, da il meglio di sé facendo una fatica bestiale, mentre tu sei a casa sdraiata sul tatami, magari bevendo un té o mangiando un gelato, o in procinto di schiacciare un pisolino?
     
    Per la profana come me, però, anche l'olimpiade diventa noiosa sul lungo termine. Non sono una fanatica dello sport, soprattutto di quello visto attraverso la scatola magica. Tuttavia, la competizione mondiale offre interessanti spunti a chi li sa cogliere. E non mi riferisco al bacchettamento del Paese di Mezzo già citato, alle diverse reazioni alla vittoria o al fallimento a seconda della cultura di appartenenza, o all'ossessivo uso di formule di conferma reciproca da parte dei commentatori sportivi giapponesi - la cronaca sportiva giapponese è un profluvio di ..desuneeee?  e di eeeee, l'equivalente di "...vero, no?" e "sì sì": "l'atleta sta fecendo ua bella performance vero?" "sì sì" "eccolo che aumenta la velocità vero?" "proprio così" "è arrivato primo vero?" " certo certo"... e via così per ore. Mi domando se sappiano almeno dire il proprio nome senza la conferma della loro spalla..
    Ma dicevo, non si tratta di tutto ciò, cose su cui peraltro di potrebbero scrivere interi trattati. Mi riferisco a qualcosa di moooolto più interessante. Molto.
     
    Alle olimpiadi ci sono dei FIGHI SPAVENTOSI. Ecco, voi vi aspettavate l'ironia tagliente, la sottile (così sottile che quasi non si nota) intelligenza e lo sguardo critico che mi contraddistinguono (??) e invece eccoci qui, con l'osservazione più vecchia e scontata del mondo. Vorrei tanto poter tornare nell'antica Grecia a godermi le vere olimpiadi e tutti quei giochi e gare che si sciallavano quelle volpine delle ateniesi e delle spartane... c'è da lustrarsi gli occhi!!!
     
    Il consiglio del giorno: Joao Pina, judoka protoghese nella categoria 73kg. Guardare per credere..
     
    Vado a trovarmi qualcosa di meglio da fare, che dite?
    ciau
    August 10

    post sconnesso: dopo una lunga assenza, ovvero della lotta per la quotidianità

    Che dire....
     
    La tentazione di lanciarmi in un post lungo e appassionato di aggiornamento è forte, data la mia tendenza alla logorrea, ma mi limiterò... E poi la mia attenzione è parzialmente assorbita dall'evento del momento: i cinque cerchi sono ovunque, e io mi scopro così intruppata da fare il tifo per il Giappone (ovviamente quando non c'è la patria di mezzo), seguendo persino le partite di BADMINGTON (cioè dico, il badmington come sport olimpico??? e io che pensavo che ci giocasse solo la volpina Lady Marian nella versione disneyana di Robin Hood...).
    La frenesia olimpica trova spazio nell'afosa estate giapponese che non chiede altro: una distrazione che permetta di dimenticare il caldo orrendo e mortale, lo yen debole, il prezzo del petrolio, i gyoza avvelenati, i pazzoidi assassini dal coltello facile e che ci dia anche la soddisfazione di poter fare le pulci ancora una volta alla Cina con tutti i suoi difetti e la sua rampante crescita economica. Soprattutto qui nel kansai, dove Osaka si è lasciata ciucciare la candidatura olimpica dall'ingombrante vicino..
     
    Io personalmente sono impegnata in tutt'altre sfide, ma non per questo meno impegnative.
    Dal giorno dell'intruppamento i giorni si sono susseguiti come nella formazione di una valanga, uno dopo l'altro, veloci, inglobando tutto quello che trovavano sul loro cammino senza darmi la possibilità di metabolizzare.. Dopo lo stordimento inziale fatto di sveglie alle sei, treni pendolari, e una drastica riduzione del tempo libero, quando finalmente si profilava la possibilità di trovare un equilibrio... ZAC! ecco che ti capita tra capo e collo la famiglia. Due settimane intense, dove ogni momento libero era consacrato al maltrattamento (carico di affetto) dei quattro poveri sventurati che hanno avuto il coraggio di mettersi nelle mie mani.. Quelle che avrebbero dovuto essere due settimane da sogno alla scoperta di un paese lontano e nuovo, si sono trasformate in un campo di addestramento marines gestito da una pazza isterica con le sinapsi in corto circuito per la carenza di sonno e lo sforzo della mediazione interculturale. Ovviamente parlo della sottoscritta. Sveglie disumane, addestramento al mezzo di trasporto (autobus, metro, treno + tecniche di sopravvivenza al ciclista kyotese), corso rapido di tecnica di controllo bacchette, somministrazione di qualsiasi stravagante pietanza la cucina locale possa concepire senza possibilità di replica. Il tutto condito di innumerevoli informazioni somministrate con l'imbuto e da un costante bacchettamento sul presunto galateo giapponese (che io disattendo prontamente appena me ne si dà l'occasione, e con immensa soddisfazione, ma l'esperienza doveva essere completa), che risulta essere particolarmente ostico per gli italiani. Ciononostante, pare che tutti e quattro vogliano tornare nell'arcipelago delle meraviglie..  Ho un futuro come agenzia viaggi per masochisti.
    Alla lacerante separazione (tanto vale ammetterlo) è seguito il quanto mai vano tentativo di ristabilire un ordine, di trovare un ritmo quotidiano... un ritmo un po' ZOPPO però, dato che il giorno dopo la partenza del quartetto cetra, la vostra eroina è fantozzianamente volata sul binario del treno pendolari slogandosi per l'ennesima volta la caviglia. Altro che malata immaginaria... qui le cose si fanno dolorosamente concrete! Vi lascio immaginare la sequela di ospedali, studi medici, diagnosi e radiografie, il tutto rallegrato da tre giorni di STAMPELLE.. di quelle vecchio stile, tipo "Là sui monti con Annette" o "Addio alle armi" per capirci..... Le mie ascelle e i palmi delle mia mani ringraziano ancora adesso a più di un mese di distanza. E per il recupero completo ci vorrà ancora del tempo..
    Mentre metabolizzo la zoppia nel mio vissuto quotidiano ecco che ZAC! mi piomba tra capo e collo l'amica ospite per un mese. (ci sono molti ZAC! in questo periodo della mia vita). Avere ospiti quando si vive in dieci metri quadri e ci sono quaranta gradi col novanta per cento di umidità non è facile, ma io posso questo ed altro!!! E poi ospite schiaccia ospite, nuova isteria scaccia vecchia nostalgia.. o forse non suonava proprio così. Tant'è, il tanto temuto mese di convivenza è finito prima ancora che potessi esserne (seriamente) infastidita, e mi trovo di nuovo a fare i conti con una stanza minuscola che sembra improvvisamente enorme e vuota, una cesta piena di panni da lavare e l'ennesimo trasloco dietro l'angolo.
     
    Condite il tutto con una cura di ormoni decisamente troppo violenta per il mio corpo stremato, l'agopuntura, il caldo sfiancante, il maledetto mizumushi che non ne vuole sapere di guarire definitivamente (siamo alla quarta pomata, usata in contemporanea con quella precedente.... si sa mai che funzioni stavolta!!) e una sconfitta totale sul fronte dell'alimentazione sana e intelligente. La valanga è fatta e finita, pronta per essere scaraventata sulla sottoscritta, ormai priva di energie.
     
    Ma per fortuna è estate, c'è la settimana di vacanza di Obon (il ferragosto de noantri), i barbeque al lago con gli amici, la promessa di un invito a cena, la prospettiva di un weekend fuori città e.... quattro amici in vacanza in arrivo in visita a Kyoto!!! Si ricomincia. E tanti saluti alla quotidianità: a chi serve?
     
    June 17

    la malata immaginaria - atto primo

    ATTENZIONE: CONTENUTI FORTI. LE PERSONE DEBOLI DI CUORE E DI STOMACO SONO PREGATE DI ASTENERSI DALLA LETTURA (però niente topi morti stavolta).
     
    Detto questo, un buongiorno a me e un buongiorno a voi.
     
    Ho riflettutto a lungo (circa venti minuti) prima di decidere se fare un post su questa esperienza o meno, ma anche questo è spettacolo, avrebbero detto negli anni ottanta (credo). E poi le frequentazioni degli studi medici costituiscono un momento di vera vita quotidiana giapponese, imperdibile a mio parere!! Ovviamente le si possono gustare appieno quando, come me, in realtà si è perfettamente sani, e si soffre semplicemente di una LIEVE forma di ipocondria....
     
    Questa volta tocca al medico delle donne, l'amato/odiato ginecologo. Gli uomini non credo possano capire (vuoi per una sostanziale differenza fisica che non li porta a fare questa esperienza, vuoi per una certa scarsità intellettuale che non staremo a indagare..... ;) ), ma andare dal ginecologo è un'esperienza indispensabile ma non certo gradita (almeno che il vostro ginecologo sia george clooney o la littizzetto). Se poi ci aggiungete che sono in un paese straniero e che già discutere dei fatti propri nella propria lingua è difficile... Il cocktail è esplosivo! Ma la salute prima di tutto, e quindi vado a fare il mio controllo annuale, dal quale risulta (lo dico subito prima che a qualcuno venga un crepacuore, mamma hai capito???) che sono perfettamente sana (se si eslcudono dei seri problemi psicolgici, ma ormai quelli....).
     
    Tuttavia, vorrei spendere due parole sulla fantastica clinica dove sono stata. Consigliata da un'amica, e ritenuta una delle migliori di Kyoto (ma chi ti consiglia dice sempre così, quindi va be'), si trova in centro, comoda comoda. Appena varco le porte scorrevoli un'esplosione di colore rosa in tutte le sue tonalità mi avvolge, e già sento che voglio tornare a casa... Le infermiere poi non sono gentili come quelle del dermatologo, ma vabbe. Compilo la solita quantità inutile di moduli e finalmente mi danno il numeretto e mi accomodo in sala d'attesa.... Allora ho finalmente il tempo di rilassarmi e di guardarmi attorno: mentre la filodiffusione ci regala perle musicali dimenticate in versione melodica (!!!!), scopro di essere finita dentro Maria Antonietta di Sofia Coppola, ma in versione kitsch e con un tocco di anni ottanta (quelli brutti). Moquette rosa, poltroncine in finto stile luigi non so più quale numero, con le fodere rigorosamente rosa a fiorellini e i decori a sbalzo sulle gambe e lo schienale... Carta da parati in tema. Pavimento di linoleum del bagno rosa, scatola porta-salviettine rosa a fiori con i cuoricini.... Orsetti e altri ameni animaletti disegnati su tutti i cartelli e gli avvisi affissi alle pareti. Aiuuutooooo.
     
    Ovviamente l'unico giorno in cui posso andare io è quello in cui è in servizio l'unico medico maschio della cricca, ma forse vista la dose di sdolcinatezza che trasuda dall'ambiente e che mi sta già facendo venire il diabete, meglio così. Il medico si rivela un pacioso signore col riporto e dei seri problemi di pelle grassa, e mi fa già simpatia. Dopo i soliti convenevoli (nihongo jouzu desu neeeeeeee "ma come parli bene il giapponeseeee"), passiamo alla visita e alla discussione riguardante le mie pigre e bistrattate ovaie, ma ve la risparmio (ho ancora un minimo sindacale di decenza). La parte divertente è nel contorno a tutto ciò: gli asciugamani rosa, la sedia che si alza e abbassa automaticamente come dal dentista, che permette così alla paziente di mettersi in posizione senza sforzo alcuno, e poi la fatidica domanda: chiudo la tendina? Dovete sapere che in giappone c'è questa usanza, che il medico tira una tendina tra lui e il paziente, e procede quindi alla visita e agli esami di rito senza causare "imabarazzo" alla paziente.... HAHAHHAHA per fortuna le amiche mi avevano avvertito e io, da brava gaijin senza vergogna, chiedo che la tenga aperta, ma lo stesso mi viene da ridere, e devo trattenermi per non scoppiargli in faccia..
     
    A quanto pare, l'amore giapponese per gli automatismi e gli strani marchingegni si spinge ovunque (non faccio il solito post scontato sui cessi automatici, che ormai sanno tutti delle enormi difficoltà che incontra chi si trova a fare pipì in un bagno multiaccessoriato..), e ho avuto modo di sperimentarlo in un altro fantastico momento "sanitario" di questa lunga e intensa settimana..
    Domenica mattina: finalmente un giorno in cui posso dormire!!! Come non detto: un improvviso quanto fastidioso mal di schiena mi riporta al mondo cosciente prima del previsto e insiste fino a che non mi alzo. E non è il solito, questa volta è richiesto l'intervento urgente di un medico o simili. Infatti il mio brunch domenicale con le amiche per inaugurare il mio appartamento (in fondo ho traslocato solo da ..... tre mesi??) si trasforma in una mia performance contorsionistica nel tentativo di trovare una posizione in cui stare seduta senza sentire il desiderio di morire all'istante.  Al che le mie amcihe, mosse da pietà, fanno una rapida ricerca, trovano un chiropratico e una di loro si offre di venire con me a farsi raddrizzare le ossa.
    Il chiropratico si rivela essere una specie di centro estetico dove ci fanno anche provare questo "germanio" (?? non so cosa sia..) che dovrebbe fare miracoli per la nostra salute e bellezza: si immergono le gambe e le braccia in acqua bollente nella quale c'è questo (presumo) minerale dalle fantastiche proprietà.... sorvoliamo.
    Arriva il mio momento preferito, quando ti chiedono che problemi hai: io gli snocciolo un'enciclopedia della sintomatologia del mal di schiena che il tizio comincia a impallidire, e comincia l'avventura... Prima il massaggio, sempre piacevole, e io quasi mi addormento.. poi arriva il signor medico. E' giovane e beloccio, per una volta mi va bene... Ma poi prende in mano uno strano strumento e mi dice: adesso ti raddrizzo le ossa con questo.       ............... ?!?!?!?!!? cosa?!?!?! Insomma, prende a martellarmi a una a una le vetebre che sono "fuori posto" e mi fa ancora massaggi.. ma io non riesco a rilassarmi più al pensiero di quella specie di martelletto automatico che picchietta le mie povere e saccagnate vertebre.... Quando poi il tizio esordisce con un "non so bene come fare... è la prima volta che vedo una situazione del genere!" capisco che la mia povera schiena supera le sue capacità di comprensione di giovane medico giapponese belloccio, e mi dico che forse più che farmi picchiettare la schiena dovrei farmi invitare fuori a cena e cercare un altro medico...
    Ce ne andiamo quindi rilassate ma sconsolate, io ancora dolorante, e senza nemmeno un invito a cena, il tutto dopo che hanno tentato ovviamente di convincerci a comprare un pacchetto di dieci trattamenti... Questa volta la fidelizzazione del cliente ha fallito miseramente!!!! Non rimane che tornare al caro vecchio Aulin almeno per il momento... Ma non finisce qui: mi hanno consigliato un osteopata vicino a scuola.....
     
    A presto con il secondo atto!!! (se sopravvivo)
    June 09

    intruppata

    finalmente anche io.
    pur con tutte le ansie e le paure, pur con tutti i se e i ma, e mille dubbi che tolgono il sonno...
    il mio desiderio di integrazione viene soddisfatto.
    ho imparato le parole d'ordine.
    ho indossato la divisa.
    sono salita sul carro con loro.
    ho sentito il rumore dei miei passi confondersi e armonizzarsi con quello di altre migliaia.
    ho seguito il flusso della folla, sentendo la sua energia, fino a uscire alla luce del sole, come formiche da un formicaio.
     
    No, non ho partecipato alla campagna elettorale di Berlusconi, non ho partecipato a una festa tradizionale giapponese, non mi sono arruolata nell'esercito né sono entrata in una setta religiosa.
     
    SONO DIVENTATA UNA PENDOLARE.
     
    mi vesto come un pinguino, mi alzo all'alba, ucciderei per un posto a sedere sull'espresso del mattino, e sono pronta a travolgere le mie amate persone disabili per entrare nel vagone della metropolitana già strapieno. marcio a mio agio nei sotterranei delle stazioni come se fossi in trincea, con le monetine pronte in una mano e la mia borsa da lavoro nell'altra, ritmando il passo con quello di migliaia di altre persone che mi stanno attorno, contando quanti giorni mancano al venerdì.. (e di solito è lunedì). ma soprattuto: INDOSSO CALZE COLOR CARNE!!!
    erica va alla guerra.
    seguite numerosi le prossime puntate per sapere se strapperà un contratto di lavoro.
    June 04

    IL MIO TESSSSSSSORO!

    Eccolo!!!!
    Finalmente!!!
    Hanno suonato alla mia porta, una volta sola, ma era pur sempre il postino!!!
    Forse il corriere internazionale suona una volta sola, e il postino due... chi lo sa!
    Comunque vorrei spendere una parola sul signor Hama (mi pare si chiami così), che mi ha portato il pacco: un giappo secco secco, lungo lungo, con una fantastica tintura dai riflessi prugna sul suo taglio a scodella!!!
    Mitico.
     
    Comunque ora possiamo tutti tirare un sospiro di sollievo (sì, lo so, a voi ve ne frega poco niente...). Il piccolo è nelle mani della sua mamma, e la rende felice con il suo contenuto!! Soprattutto contando che ieri sera nel bel mezzo di un aperitivo il mio paio preferito di jeans mi ha abbandonato: un movimento di troppo, un sonoro "strrrap" di quelli che fanno venire in mente la pubblicità della candeggina ACE e la nonnina malefica, e un'improvvisa sensazione di freschezza alla chiappa destra...
    Il primo che fa commenti sul mio fondoschiena lo fulmino!!
    Il pacco arriva quindi a puntino che qui la riduzione del guardaroba procede lenta e inesorabile per usura, mutamenti fisici e climatici.
    Evviva! Hip hip Hurrà..... e via dicendo.
    Vado a sistemare l'armadio!
     
    P6040016P6040017P6040019
     
    (Il mio tessssoro all'arrivo e dopo lo sventramento, io che stringo felice tra le mani il regalo dei miei adorati genitori sfoggiando la mia migliore faccia da "mi sono appena svegliata e devo ancora bere il caffé")
     
    May 30

    la storia infinita?!?!?!

    Il pacco, questo sconosciuto.
     
    Il nostro adorato (dico nostro perché spero che ormai anche voi vi siate affezionati alle vicende del piccolo disperso), si trova ufficialmente in Giappone.
    E' a Osaka, all'aeroporto. Bene.
    Bene? forse, ma forse anche no.
     
    Cominciamo dall'inizio: come faccio a sapere che il pacco è all'aeroporto? Ma perché ups japan mi ha telefonato, ovviamente. Ma questa non era una di quelle telefonate da servizio giapponese super efficiente che ti mettono di buon umore e ti fanno rallegrare di vivere in questo paese regolato al millimetro... Era un di quelle che appena capisci che ca**o vogliono, alzi gli occhi al cielo e cominci a smadonnare in perfetto dialetto italiano (a scelta, secondo la provenienza o l'estro del momento).
     
    Il gentile signor Nomura ha girato attorno alla questione per poi spararmi in faccia la seguente verità: il pacco che mi sono fatta spedire dall'Italia potrebbe essere considerato MERCE DI IMPORTAZIONE e quindi soggetto a tassazione!!! Ma dico io, vestiti selezionati in anni di shopping più o meno compulsivo, e su cui ho già pagato la salata IVA italiana... 20% se non ricordo male, vero? Io gli spiego che sono effetti personali, roba usata, messa da me, manca poco che gli dica che ci son dentro anche i calzini sporchi per farmi capire..
    Pare che la questione sia legata alla mia data di ingresso nel paese: se sei dentro da meno di sei mesi è probabile che non ti facciano pagare le tasse... altrimenti, come si dice a Venezia, cassi tui. Dipende da come gli gira.
    Io grazie a Dio e alla mia disorganizzazione sono entrata in Giappone a gennaio.. ma credo che ne vedremo comunque delle belle!! Io manderò tutti i documenti per dimostrare la mia breve residenza, ma loro ovviamente apriranno il mio pacco e controlleranno cosa c'è dentro. Se ci trovano roba nuova o un regalo forse mi faranno pagare... Ora: serve che io dica che so già che c'è un regalo di compleanno nel pacco che i miei genitori mi hanno mandato con tanto amore???? Ma si può essere così sfigati??? Lotterò con unghie e denti..
     
    Quanto vorrei che Bonolis fosse qui ad aiutarmi, lui che di pacchi ne sa....
     
    Alla prossima
    May 26

    incredibboli ma vero, su diseduchescional ciannel

    Non so se sia merito di mio zio che ha trovato un sestifoglio (ma si dirà così?!?!?!)....

    Non so se sia merito di lady Paolo Burns e delle sue preghiere a San Rufo, inginocchiato nell'acqua di Ischitella...

    Non so se sia merito delle preghiere notturne che mia madre ha di sicuro fatto nei suoi attacchi di insonnia....

    Non so se sia merito della pazienza benedettina di mio padre nel trattare con quelli del "call center"... (quanto odio questa parola!!)

    Non so se sia merito di tutti quelli che si sono uniti a me pubblicamente e privatamente nel seguire prima le tortuose vicende e poi i dolorosi inghippi delle spedizioni internazionali....

    Non so se sia merito delle mie bestemmie interplanetarie e delle ripetute minacce fisiche e verbali urlate al vento sperando che le portasse fino all'ufficio postale di Monza...

    Non so se ho semplicemente un santo in paradiso....

    Sta di fatto che, udite udite, hanno ritrovato il mio pacco.

    RITROVATO.

    Dico, vi rendete conto??!!?!?!?!?!? E io che ieri finalmente avevo trovato il coraggio di aprire il file excel con la lista di tutto quello che c'era dentro, che mia madre aveva amorevolmente compilato e speditomi.... Sono stata brava però, nemmeno una lacrima! Solo desolazione infinita....
    Ma adesso tutto è cambiato! Il sole splende, gli uccellini cinguettano, il mondo è rosa e io ho ritrovato l'ottimismo!! Speriamo che questa botta di culo si estenda ad altri settori della vita.....

    O forse è meglio aspettare di vederlo arrivare a destinazione???


    Aspettiamo, va'.

    May 25

    un venerdì nero

    Continua la saga nel segno dei giorni della settimana...
    Questa volta è il turno del venerdì.
     
    Eh sì, finita la settimana giunge il momento di concedersi un po' di relax e coltivare le proprie relazioni sociali, e quindi via alla serata sushi con una coppia di amici giapponesi, che mi portano in un posto dove volevo andare da tempo. Tomizushi, un ristorantino di sushi piccino picciò, dove abbiamo la fortuna di sederci al banco e di sgomitare con gli altri avventori per mangiare del buon sushi (grazie a dio anche economico)! Stanca dall'ultima ora di lezione, e ancora incerta nella mia conoscenza dei nomi dei pesci giapponesi, lascio tutto in mano ai miei amici che confabulano a lungo tra loro prima di chiedere allo chef di prepararci qualche bocconcino... Lo chef è un simpatico giapponese di mezza età, con la faccia buona, un principio di calvizie, un po' di prognatismo, e ovviamente una parlata in dialetto incomprensibile. Ha deciso che gli sto simpatica e quindi mi inonda di chiacchiere, a cui io tento di grugnire risposte incomprensibili ma che sembrino adatte alla situazione, mentre tento di capire cosa mi stia effettivamente dicendo. Il sushi ci viene  preparato davanti agli occhi e servito direttamente sul piano in marmo del bancone. Dal momento che l'etichetta lo consente, mi tolgo la soddisfazione di mangiarlo con le mani: evviva il ritorno alle mie origini animalesche!!!! Nel frattempo annaffiamo il tutto con birra e sake, ovviamente, e l'atmosfera si rilassa ulteriormente: iniziano le chiacchiere con i vicini di sedia, in particolare una signora un po' sgangherata che ci offre degli tsukemono (pickles?? come tradurre.....??? be', tipo verdure conservate in salamoia per capirci) tipici di kyoto. Insomma, tipo un cetriolone sottaceto, ma più dolce, che ci pappiamo con salsa di soia e zenzero, adagiato sopra un boccone di riso. La signora sembra tanto contenta di aver trovato una straniera a cui piacciono gli tsukemono e che mugola "buono" mentre ha la bocca piena.... hehe. mi faccio sempre riconoscere. Passo qualche momento di esitazione quando mi servono un sushi di gamberi crudi, così freschi che si muovono ancora e quando te li metti in bocca vedi la codina rimasta fuori che si agita.... ma la paura passa dopo il primo morso. amen. non sarò mai vegetariana. facciamocene una ragione.
     
    La serata prosegue su tutt'altro registro con una puntata in un oscuro bar, tutto luci soffuse e tende di perline, con un sacco di musica hip-hop... ma l'atmosfera non è male. L'oscurità del posto non è dovuta solo alla scarsa illuminazione, ma anche al fatto che, come la maggior parte dei posti a Kyoto, se non sai che esiste non ci andrai mai e poi mai. Al secondo piano di un palazzo, un'insegna solo con due lettere, KO ovvero il nome del locale, nessuna spiegazione su che tipo di posto sia, e soprattutto un'entrata che è un'anonima porta, come quella di un qualsiasi appartamento... Il modo tutto giapponese di sfuttare lo spazio in verticale e di nascondere locali nei posti più impensati non finirà mai di stupirmi.
    Il fine serata passa paicevolmente facendo quattro chiacchiere con i miei amici e con i ragazzi che lavorano al banco, loro conoscenti. Ammettiamolo, sono riuscita a riprodurre dall'altra parte del mondo lo schema veneziano: amici che lavorano in un bar, che hanno amici che lavorano in un ristorante, che hanno amici che lavorano in una discoteca.... e via dicendo all'infinito. E quando sei entrato nel giro niente puà più salvarti: è un gioco di scatole cinesi... Ma ha ovviamente i suoi lati positivi!!! Tipo che non ho sborsato un soldo tutta la sera!! Mi toccherà far arrivare quintali di parmigiano dall'Italia per sdebitarmi.....
     
    E fin qui tutto bene. Dove sta la "neritudine" del venerdì?
     
    E' presto detto: un'idea malsana mi attraversa la testa offuscata dalla mangiata e dal saké: controllare le mail via telefonino. Da quando ho questa fantastica possibilità riesco sempre a rovinarmi le migliori serate...... Con fare innocente apro la mia casella di posta elettronica e vedo un messaggio della mammina. Il mio cuore di figlia si sta già intenerendo, quando con una rapida occhiata scorgo una parola che si fissa sulle mie retine, lampeggiante, e non se ne vuole più andare: SMARRITO.
     
    SMARRITO
    SMARRITO
    SMARRITO
    (così rende meglio l'idea)
     
    Non credo ci sia bisogno di spiegarvi a cosa si riferisca questo tetro termine, vero? Sì, è sempre lui, torniamo sempre lì, come la lingua, dove il dente duole. Il pacco. Quel cavolo di pacco. Ora, cosa mi rimane da fare se non fissare il mio bicchiere vuoto e ordinarne un altro? Sempre meglio che piangere.
     
    Smarrito lui, smarrita io.
     
     
    .............................................................
    May 17

    comunicazione di servizio

    Silvia Vessella, se sei all'ascolto (anzi in lettura): la tua casella di posta elettronica mi rifiuta i messaggi perché è piena!!! Fai qualcosa e smetti di scrivermi che non ti cago!!!
     
    l'amicizia ai tempi di internet.
    May 10

    pacchi e contropacchi

    Eccomi puntuale all'aggiornamento del sabato mattina, che oggi sarà rapido e doloroso:
    il pacco non è ancora arrivato. L'ultima volta che abbiamo avuto sue notizie ci avevano assicurato che si trovava a Osaka. Ma non ci sono sue tracce sul mio pavimento, nel mio armadio..... nemmeno una notifica di mancata consegna nella mia cassetta della posta.
    Quel che è peggio è che se ora provo a rintracciarlo sul sito delle poste, risulta che si è effettivamente mosso di nuovo dalla dogana italiana e che sia stato CONSEGNATO, ma sempre in località italiana....
    Ora, secondo voi, io cosa dovrei dire/fare/imprecare?
    Qualcuno sa chi è il santo protettore delle spedizioni internazionali?
    sono disperata!!!
     
    forse dovrei rivolgermi a chi l'ha visto
     
     
    May 03

    metti un sabato mattina a kyoto 2: il misterioso mistero del pacco scomparso.

    Credo che potrei istituire l'angolo del sabato mattina visto che questo sembra sempre prolifico di eventi.... o di una loro spaventevole assenza!!!!
     
    Oggi la notizia è sconcertante: FA CALDO!!!!!!!!
    Capirai che notizia, direte voi. Ma insomma... dopo il lungo e nevoso inverno direi che ci voleva! La primavera è esplosa, o per meglio dire l'estate: c'è quello che gli allarmisti e pressapochisti giornali italiani definirebbero "un caldo africano". Io lo chiamo una figata. E' quel magico momento in cui fa caldo, ma ancora non c'è l'afa mortale che attanaglia la città durante i mesi estivi: il cielo è bluerrimo, nemmeno una nuvola e io domani parto per tre giorni di gita fuori porta!! yuppidu!
     
    MA, perché c'è sempre un ma. C'è una nuvola metaforica in questo mare di sole e felicità: LE POSTE. Quelle italiane manco a dirlo, anzi siamo onesti, stavolta forse non è nemmeno colpa loro, ma del corriere internazionale. E mi piange il cuore a dirlo, proprio io che, pur lamentandomi di tutto quello che non va nel nostro paese, sono pronta a difendere a spada tratta le sacche di eccellenza. E finora le spedizioni internazionali rientravano nella categoria (almeno in partenza dalla ridente località di Monza, a breve nuova provincia del nostro bel paese..).
    Dovete sapere che tutto ciò aveva un segreto, che noi viaggiatori col guardaroba inscatolato abbiamo imparato a conoscere: la signora dei pacchi internazionali. Non conosco il suo nome e nemmeno il suo viso (ma i miei sì..) ma conosco la sua fama di risolutrice delle più intricate faccende internazionali nel campo della spedizione dei pacchetti. Se avevi un dubbio, un problema, un pacco da spedire, lei era lì. Volevo quasi assumerla anche come consulente personale, ma lei mi ha tradito nel momento del bisogno. Ma andiamo con ordine.
     
    Da due settimane attendevo, inizialmente fiduciosa, poi perplessa, poi dubbiosa, poi decisamente incazzata e preoccupata un pacco spedito dalla mia amorevole famiglia. Preciso che te lo vendono come spedizione che arriva in tre o quattro giorni lavorativi, e che io lascio sempre passare una settimana prima di agitarmi, per il beneficio del dubbio, se così si può dire. Ma due settimane iniziano a essere tantine, anche con l'inefficienza delle poste italiane e le maledette vacanze giapponesi della golden week (ma la posta la consegnano sempre e comunque, i miei adorati stakanovisti).
    In un momento di risoluzione che mi è solitamente totalmente estraneo (hihi), dopo aver scritto una mail alla mia banca italiana che pure lei pare mi stia un po' prendendo per i fondelli, affronto di petto le poste italiane. Codice alla mano rintraccio il pacco, e il risultato è strabiliante: "CONSEGNATO", dice una bella scritta in grassetto nero su fondo giallo fluorescente, che accresce notevolmente la mia agitazione. E per di più due giorni fa, dicono. MA COME??!?!?!?!!? Io non ho niente qui!!! Non un sandalo, non una baguette, nemmeno una scatola di medicinali, né una camicetta di H&M, niente di tutto ciò che doveva arrivare!!!
     
    La mia mente paranoica inizia a sospettare che qualcuno nel palazzo abbia intascato il mio guardaroba primaverile e il mio regalo di compleanno (eh si, c'era pure quello dentro...): nella fattispecie la colpa ricade sulla mia dirimpettaia, un'innocente e biondissima ragazza olandese, a dire il vero mica tanto simpatica, ma va be'. Già penso di organizzare appostamenti fotografici per scoprire se indossa qualcuno dei miei preziosissimi capi di abbigliamento.... Ma per fortuna interviene la razionalità. Ci deve essere una spiegazione.
    Col cuore in gola al pensiero della triste sorte che può aver subito il mio povero pacco, rintraccio il numero dell'ufficio postale italiano e li tempesto di telefonate. Ovviamente essendo ora di pranzo gli squilli sono tanti, e lunghi, e sembrano eccheggiare nel vuoto. Ma finalmente qualcuno mi risponde: mi passano l'ufficio pacchi internazionali, che però si rivela essere la cassa... uffff. Mi ridanno il numero giusto, e dopo un'attesa nella quale avrei anche potuto trovarmi un lavoro, sposarmi, fare dei figli e pensare a un sistema pensionistico privato, ecco una voce femminile: "pronto"?. Gioia, gaudio, tripudio!! La signora dei pacchi!!! Speranzosa inizio a esporre il problema, quando la voce mi interrompe, sgarbata e crudele, infrangendo le residue speranze di una soluzione veloce e positiva: "Mi dispiace ma io non posso aiutarla. La collega dell'ufficio è via per il ponte, deve telefonare lunedì".
     
    IL PONTE? Ca**o, è il due di Maggio. Merda. Merdose vacanze italiane. La signora dei pacchi mi ha tradito per andare a fare il ponte con la sua famiglia. Magari in qualche chiassosa e affollata località marittima, a mangiare il primo gelato della stagione e a comprarsi dei nuovi sandaletti e una borsa di plastica per andare in spiaggia. Noooooooo. Il labile legame della fiducia è irrimediabilmente spezzato. Niente sarà più come prima.
     
    Per fortuna qualcuno ha ancora la testa sulle spalle in famiglia, e mentre io inveisco su skype con mia madre cercando di vedere l'ironia della situazione ("Spedire con Paccocelere Internazionale da oggi è più veloce. Se spedisci da uno degli uffici postali abilitati di Roma e provincia e Milano e provincia (Monza compresa) la tua spedizione arriva un giorno prima." recita gioioso il sito delle poste. Monza compresa eh! Attenzione!! Mica pizza e fichi.) - dicevo in quel mentre mio padre chiama il call center e scopre la seguente verità fondamentale: il pacco risulta consegnato AL MITTENTE. Controllo su internet ed effettivamene anche il sito dice la stessa cosa. Sono io che, accecata dalla scritta tondeggiante e beffarda "CONSEGNATO", mi sono persa in un attacco di isterismo. Il pacco è arrivato a Malpensa ed è tornato indietro. Ma a casa mia nessuno l'ha visto. Il mistero si infittisce. Come, dove ma soprattutto PERCHE'?!?!?!?!
    Papà Athos, che come il suo nome suggerisce è un uomo valoroso e senza macchia proprio come un moschettiere, prende la sua spada, monta in sella al suo ronzino e va alle poste a chiedere spiegazioni e in cerca di un duello vendicatorio. La risposta, come prevedibile, è una sola: la signora dei pacchi è via per il ponte. Pregasi ripassare dopo il fine settimana.
     
    Signora dei pacchi, torna ti prego!!! Abbiamo bisogno di te!!!!!!!
    (domanda: ma se questa va in pensione o si ammala o le succede qualcosa, le frenetiche attività internazionali di Monza si bloccheranno per sempre!??!!)
     
    (continua.... spero)
     
    poste
     
    il nuovo slogan beffardo e fintamente simpatico delle poste.. che presto si ritorcerà contro di loro!!!
     
     
     
    April 26

    metti un sabato mattina a kyoto

    Hello everybody!
    E' sabato mattina, splende il sole, mi son fatta 'na gran dormita (dopo aver bevuto una birretta di troppo, lo ammetto) e sto facendo una super colazione dei campioni! I love you all. (forse sono ancora un po' ubriaca...)
     
    Cosa potrà mai succedere di così eclatante in un tranquillo sabato mattina di primavera a Kyoto, da giustificare l'urgenza di un post scritto con le mani sporche di marmellata e la tazza del caffè ancora sotto il naso? La vita riserva mille sorprese a noi temerari che viviamo nel paese del sol levante nella bella e umida antica capitale!!
     
    (ho creato abbastanza aspettativa? spero di sì che devo finire di scrivere, farmi la doccia e andare a guadagnarmi la pagnotta)
     
    Oggi mi sono alzata piena di buoni propositi nei confronti della vita, e in particolare del mio piiiiiiiiccolo appartamento. Dopo aver dato la sistemata finale ieri, comprando un bel mobiletto di muji (ah se non ci fosse muji Cuore rosso.... ma quando apre ikea??? ho delle crisi di astinenza) sottile abbastanza da insinuarsi tra il mini-figorifero e la mini-dispensa a lato del mio mini-corridoio, e schiaffandoci dentro varie ed eventuali che facevano ancora capolino dagli scatoloni in giro per la mia stanza (ed è un giro molto breve come vi ho già detto...) - dicevo dopo la sistemata finale, era venuto il momento di fare le ultime pulizie che avevo rimandato.
    Allora mi carico i futon in spalla come tappeti in cui siano stati arrotolati dei cadaveri, e li sbatto fuori sul mini-balconcino (posso smettere di scrivere mini ogni due righe? avete capito che casa mia è piccola vero?) a svecchiarsi nel tentativo di uccidere qualcuno de resistentissimi acari che invadono la mia privacy notturna. Il passo successivo è la scopa!! Impugno la mia scopina retrattile di muji (mi farò pagare per la pubblicità) e spazzo il terrazzino e la cucina (dove per inciso ieri c'è stato un incidente di rovesciamento chicchi di riso crudo... vi lascio immaginare)!! Robe mai viste. Insomma alla fine dei vari passaggi che non vi sto a elencare per non farvi morire di noia sulla tastiera del computer, la casa ha ormai assunto un aspetto più che decente. E', oserei dire, carina.
     
    Ma un neo si appresta a offuscare cotanta bellezza: ovvero l'ammasso di carta e cartone e scatoloni piegati che invade il mio striminzito ingresso in attesa di essere smaltito adeguatamente secondo i sacri dettami della raccolta differenziata, e che mi costringe a manovre al limite dell'elasticità corporea (per lo meno della mia) per entrare e uscire di casa, mettendo e togliendo le scarpe ovviamente. Mentre lo guardo intensamente e disperatamente pensando a come fare ecco che suona il campanello. "Ohibò, che sia la divinità della carta riciclata che viene a farmi visita?" penso. No a dire il vero penso una cosa molto più prosaica: "chi c***o è che rompe i marons glacées il sabato mattina?!?!?!!?". Apro e mi trovo faccia a faccia con due signorine giapponesi, pure un po' sfigate. E dentro di me penso "le solite che sbagliano indirizzo.... adesso vedono la mia bella faccia da gaijin appena sveglia e se ne vanno tremando per lo stupore e la confusione". E invece no!!! Maledette loro! In un inglese stentato accennano qualcosa su un'attività di volontariato per i residenti stranieri, e io mi appresto già a lasciar esplodere il senso di colpa per averle odiate nel momento stesso in cui hanno posato le loro ditine sul mio campanello.... Quand'ecco che la tipa incomincia a farfugliare di cose che non capisco bene e poi mi molla in mano un volantino in inglese dal titolo quanto meno interessante: "What is armageddon?". (per i non parlanti inglese: che cos'è l'armageddon? che sarebbe poi una specie di giudizio universale..)
    Sorpresa I TESTIMONI DI GEOVA!!!!! Mi hanno trovato anche qui! Scappo di continente in continente per non avere i miei sabati mattina rovinati dalla loro presenza ed eccoli qui di nuovo... sono ovunque!!!! aiutooooo!
    Per fortuna le signorine si accontentano di lasciarmi il volantino e di estorcermi qualche informazione personale, tipo come mi chiamo e da dove vengo. (peraltro scritte sulla mia cassetta delle lettere, quindi personali un bel paio di caldarroste). Mi assicurano che torneranno per discutere con me degli interessanti problemi posti dal volantino, e io la vivo come una minaccia di morte, ma sorrido e auguro buona giornata. Ora devo decidere che carta giocarmi sabato prossimo: fingere di essere sotto la doccia? Dichiarare che, in quanto italiana, possiedo una fervente fede cattolica? Dire che sono berlusconiana e quindi adoratrice del dio denaro, oltre che di Silvio? Oppure ammettere candidamente il mio agnosticismo?
    Magari mi autoproclamerò divinità e vedrò come reagiscono. E' la volta buona che posso fondare una setta e spillare dei soldi a qualcuno.....
     
    Eliminato il problema delle testimoni del signore iddio, mi ritrovo a tu per tu con la mia pila di scatoloni. Dovete sapere che mentre per tutte le altre categorie di raccolta differenziata c'è un giorno della settimana in cui passano a ritirare il malloppo, per la carta non c'è. Ci sono invece dei simpatici camioncini che passano più o meno con cadenza giornaliera, annunciando il proprio arrivo con una musichetta o un bel megafono dicendo cosa vengono a ritirare (c'è anche quello per gli elettrodomestici usati): immaginatevi "donne è arrivato l'arrotino (o per i monzesi Pippo arrotino e ombrellaio -  che poi spiegatemi perché gli arrotini sistemano anche gli ombrelli... mah)" ma in versione giapponese.
    E dove sta dunque il problema? Sta nel fatto che faccio la posta al maledetto camioncino da una settimana abbondante e questo passa sempre mentre io sono in tutt'altre faccende affaccendata. Tipo: non sono a casa; sto cucinando; sto facendo la doccia; sto stendendo il bucato e ho tre appendini in mano, due mollette in bocca e dieci paia di mutande infilate su per un braccio.... e così via. L'ultima volta (cioè ieri) il fituso è passato proprio mentre, dopo una mattinata di fondamentale inattività, seduta per terra mi spalmavo amorevolmente la cremina anti-fungo sotto il piede e mi facevo la mia bella medicazione con la garza...  Proprio in quei tre minuti doveva passare!!
    Ma oggi ce l'ho fatta. Dopo che le signorine mi hanno lasciata sola a riflettere sulla fine del mondo, sento una musichetta.... E' lui! Ma capisco che sta avanzando piuttosto in fretta e che se non mi spiccio lo perderò. Mi catapulto fuori dalla porta, scendo le scale a rotta di collo, dribblo il custode del mio palazzo che sta sistemando le bici nel parcheggio (ma cacchio proprio adesso lo deve fare?? sembrava la gimcana) mi fiondo in strada e vedo che è già passato oltre casa mia.. E qui viene il momento topico della mia mattina: in ciabatte e tenuta simil-pigiama (per fortuna quello vero me l'ero già tolto) mi lancio all'inseguimento del furgone. Strada facendo mi cade la molletta per i capelli, poi il cerchietto, manca poco che mi cadano anche le mutande... il tutto per fare dieci metri eh! hihihi
    Per fortuna l'autista vede questa figura scomposta di pazza furiosa nello specchietto retrovisore e si ferma. Io stavo già per morire (e meno male che vado in palestra...). Orgogliosa vado a prendere il malloppo e glielo consegno. Mi sono finalmente liberata del mostro... E ho pure ottenuto un sacchetto per la raccolta differenziata come ricompensa!! Animoticon
     
    Ora posso invitare fiera gli amici a casa.
    Però uno alla volta, per carità, che se no non ci stiamo!
     
    A presto con nuove esilaranti avventure, su diseducational channel.
     
    recycle
    April 21

    sorprese

    La Pasqua è ormai un ricordo lontano, ma, sarà l'effetto del fuso orario, le sorprese arrivano ora....
     
    Dopo quasi un mese passato a grattarmi un piede e a osservarlo mentre lentamente si squamava sempre più, oggi, con il prurito che mi rendeva particolarmente disperata ho deciso di prendere in mano la situazione (o dovrei dire in piede... hhahaha che sottile umorista che sono). Con il provvidenziale aiuto di una mia studentessa che sta lottando da mesi contro una dermatite allergica alle mani (il medico le ha detto che si deve mettere a dieta, ma a lei piace troppo la cucina italiana!!), ho compiuto il grande passo e sono andata dal dermatologo. Prima visita medica in Giappone!!! (speriamo anche l'ultima, tiè!).
     
    Dopo l'attesa (brevissima) nella piacevole sala d'aspetto, dove infermiere sorridenti, vestite di rosa dalla testa ai piedi, sciamavano operose e silenziose qua e là, sono stata convocata nello studio. Per fortuna perché durante la seppur breve attesa avevo provveduto a farmi una cultura su svariati tipi di funghi, parassiti e orribili malattie della pelle, e ovviamente stavo già iniziando a sentire i primi sintomi di tutte quelle fantastiche patologie... Ah, l'ipocondria, compagna di vita!
     
    La dottoressa gentile e precisa mi ha prelevato squame di pelle in abbondanza, mentre io e la mia studentessa avanzavamo le nostre ipotesi da ipocondriache veterane.. "Secondo noi potrebbe essere un fungo.. sa, vado in piscina..". E dopo meno di un minuto il vetrino ha dato il suo responso inappellabile: FUNGO!!!! La soddisfazione di avere ragione provata dalla mia metà testarda e ipocondriaca non è riuscita a compensare l'incazzatura furente della mia metà sensata: mannaggia a quei cretini dei membri della mia palestra che vanno sempre in giro a piedi nudi ovunque, piscina compresa. E mannaggia alla doppiamente cretina sottoscritta che li imita pensando: "Be', se lo fanno vuol dire che non c'è problema". No, se lo fanno è perché sono masochisti. O cretini, come sopra detto.
     
    Sono rimasta comunque colpita dalla quantità di scartoffie che sono necessarie anche in questo campo: il dermatologo, dopo che hai compilato gli appositi moduli, ti fa un tesserino in quanto paziente di quello studio particolare, poi quando paghi ti danno svariate ricevute e ovviamente la prescrizione con la quale ti presenti in farmacia. E anche lì ti siedi sulla poltroncina e sfogli la rivista mente loro provvedono a preparare le tue medicine, a creare un libretto delle prescrizioni mediche col tuo nome, in modo da poter risalire alla tua storia farmacologica, e ovviamente ti riempiono di moduli da compilare dove ti chiedono un sacco di cose che non sai....
    Fidelizzazione del cliente anche in farmacia! Uau.
     
    La cosa più interessante rimane comunque la spiegazione del nome che il fungo ha in Giapponese: mizumushi, ovvero insetto dell'acqua. Pare che questo nome risalga al periodo Edo, quando la gente che lavorava nelle campagne alla coltivazione del riso, passando molto tempo con i piedi immersi nell'acqua soffriva spesso di questo disturbo. Mancando le opportune nozioni medico-scientifiche per individuare la causa di questo fenomeno, lo chiamavano appunto mizumushi: c'era la credenza che i sintomi fossero causati da un insetto di natura ignota che viveva nell'acqua delle risaie e che si divertiva a "mordicchiare" i piedi dei poveri contadini.. Forse tutto sommato erano meglio di noi che lo chiamiamo con lo stesso nome di un cibo... bleah!
     
    Ora mi spalmerò la cremina santa tutti i giorni e speriamo che vada tutto bene!
     
    La seconda sorpresa è stata molto più esilarante. Tornata a casa da una lezione serale, accendo la tv sul mio programma trash preferito (SMAPxSMAP), dove i componenti di una boy band giapponese di lungo corso si lanciano in mille attività che spaziano dalla cucina al karaoke, passando per svariati sport - e chi ti vedo?????? Nientepopodimenoche ..... SOFIA LOREN. In silicone e ossa. Una mummia praticamente, ma pur sempre la nostra cara Sofia! Che partecipa con incredulo stupore (o almeno questo è quello che ho letto io nelle lievi increspature del cerone e della materia sintetica) alle prodezze dei nostri, assiste divertita (???) a una imitazione di se stessa mentre canta e balla "mambo italiano", e poi ricompensa i bei ragazzotti con baci sulle guance a profusione.... un grande onore al quale i ragazzi reagiscono con vero aplombe, tradendo però un certo ..... stupore? Io direi disgusto, ma va be'. (e qui scatta la querela).
     
    Che momenti indimenticabili!
     
    Vado a letto. Spero di non sognare Sofia che mi mordicchia i piedi mentre la boy band prepara un risotto ai funghi...... !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
     
     
    ciabatte  evviva le ciabatte di gomma, che dio le benedica.
    April 15

    ......

     
     
     
     
     
     
     
     
    ........................................................... (senza parole) ...........................
     
     
     
     
     
     
     
    e non sto parlando di Vasco Rossi. Correggo il post precedente: posso di nuovo deprimermi leggendo Internazionale.
    April 14

    urrà!

    sono commossa...
     
    POSSO DI NUOVO LEGGERE INTERNAZIONALE!!!   Party
     
    evviva la digitalizzazione dell'informazione.
     
    saluti e baci
     
     
    April 10

    un po' di pausa

    un po ' di respiro ci voleva...
    uscita quasi indenne dal calvario burocratico (ammesso, e non concesso, che sia finito), ormai fiera propietaria di un bancomat giapponese (di un conto ancora vuoto, ma vabbe' rimedieremo no????), di un telefonino vero, di quelli che mandano anche le mailssss (se no con gli amici giapponesi è praticamente impossibile comunicare....  :(   ), e dopo aver studiato innumerevoli soluzioni geometrico-architettoniche per sfruttare ogni centimetro cubo del mio monoloculo (ma sono sicura che qualche angolo ancora mi sfugge...) era ora di prendersi una pausa.
    Complici le due settimane di stacco tra i trimestri che d'ora in poi scandiranno per un po' la mia nuova vita di insegnante di italiano (e guai a chi fa commenti), mi sono concessa un po' di spostamenti nell'arcipelago delle meraviglie, anche se un po' low budget.. figo!, direte voi. un accidente!, rispondo io. va be', lo so, mi lamento sempre. ma questi dieci giorni di vagabondaggi mi hanno lasciato spossata... sono proprio una vecchia, non c'è che dire.
     
    La prima tappa del viaggio delle meraviglie è stata Tokyo, la mitica e (speriamo ancora per poco) irraggiungibile capitale. Ho soggiornato nella reggia di Benny a Ebisu e assaporato quella che sarà la mia vita futura nella capitale.... si vabbe dai, più o meno. Alla frenetica metropoli io ho opposto un andazzo abbastanza rilassato... Vita quotidiana, gite da Ikea con Benny, esplorazioni del reparto gastronomico di Muji con successivi tentativi di detox.... Però non sono mancati dei grandi classici che mi hanno dato enorme soddisfazione, prima fra tutti la scofanata di sushi a tsukiji!!! Dopo un venerdì funestato da mancanza di sonno e un colloquio di lavoro andato buco (mettiamolo così tra le righe, che magari sfugge...), sabato era d'obbligo rifarsi. Non credo di aver mai ingurgitato così tanto sushi in vita mia.... e tutto eccellente!! E niente strani mali di stomaco dopo... (e questa è rivolta alla mia cara amica Anna che accusa sempre il povero sushi giapponese di essere portatore di nefandezze!! poverino... lui è così buono e così dietetico!! certo, se non ne mangi dieci chili come me..). Insomma ho fatto poca vita da "turista" se si esclude il giorno in cui abbiamo deciso che dovevamo andare ad Asakusa e Ueno a vedere la folla e i cherry blossom... e infatti ha diluviato e noi dopo la nostra focaccina cinese unta e un tentativo di approccio da parte di due bavosi francesi MOLTO attempati (tipo che potevano essere entrambi mio padre, se non fosse che mio padre è bello, simpatico e si veste bene, e scusa papino se ti ho definito molto attempato), ci siamo affidate alla cara vecchia JR, chiuso i nostri ombrelli e fatto ingresso nel fatato mondo di Ikea con il suo aroma penetrante di polpettine di renna. Che gioia!!
    Per il resto, café, ristorantini, esperimenti culinari casalinghi, gelati e taaaaaante vetrine. Ma quelle, ahimé, le ho solo guardate.
     
    La vera sorpresa della settimana è stata Kamakura. Per chi si ferma a Tokyo qualche giorno, andare a Kamakura e Nikko è un must. Io ovviamente Nikko l'ho bucata, che son pigra e avevo le mie solite sfide dell'ultimo minuto da fare... (Cate: GRAZIEEEEEEEE ancora e per sempre), ma a Kamakura siamo andate, e con animo piuttosto spensierato.. della serie apri la tua guida di Tokyo e dintorni la sera prima, già sull'orlo del collasso della palpebra, e mentre sorseggi un tè al litchi di Muji ti chiedi: che razzo c'è da vedere a Kamakura? Ok, il daibutsu---- e poi millle milioni di templi. Ma non ci scoraggiamo. Partiamo (con un treno in RITARDO!!! incredibile) determinate e incoraggiate da un splendida giornata di primavera che finalmente esplode dopo due giorni di pioggia. E Kamakura ci sbatte in faccia tutto il suo splendore. Be', tutto proprio no, visto che un po' la nostra anda rilassata e un po' che abbiamo fatto dei giri arzigogolati, finisce che vediamo solo un paio di templi e il daibutsu, ovvero sia il grande buddha, statua enorme del buddha messa lì in mezzo a uno spiazzone, sotto la quale razzolano centinaia di turisti in cerca dello scatto perfetto dove riescano a cogliere l'atmosfera ieratica ma serena del buddha e non gli altri novantanove pazzi infoiati che stanno trafficando con la loro macchinetta fotografica. Ci consoliamo con delle chips di patate viola (murasaki imo, e non chiedetemi cosa siano) e un onesto gelato biologico fatto all'italiana... ovviamente al gusto di patate viola (che paiono essere l'attrattiva gastronomica principale di Kamakura) e sakura, un must di stagione.
    Il tempio hasedera e il santuario zeniarai benten da soli valevano la gita. Soprattutto il secondo, non fosse altro che per vedere la gente che fa la coda per deporre i propri spiccioli e le banconote in un cestino di vimini per poi lavarli nell'acqua (a 'sto punto credo in qualche modo "benedetta") del tempio. Ovviamente l'ho fatto anche io con quei quattro schei che avevo in tasca, sperando che si moltiplicassero come i pani e i pesci... finora nessun risultato, ma io attendo fiduciosa. Forse avrei dovuto piantarli e annaffiarli?!?!?!?! mah
     
    Be', un paio di fotocopie, numerose mail e una veloce visita al palazzo imperiale dopo, ecco che saluto Tokyo e vivo per l'ennesima volta l'ebbrezza dello shinkansen che mi riporta nella mia vecchia, umida e tranquilla capitale dei tempi andati. Giusto in tempo per vedere i fiori di ciliegio.... direte voi. No, giusto in tempo per sbrigare due o tre faccendine burocratiche, fare una riunione con la mia capa (durante la quale però guadagno caffé e dolcetti gratis, nonché insalata fresca del suo orto.. yummi!), disfare/rifare la borsa, uccidermi di tagliatelle, tofu e vino rosso con Nino e poi ripartire l'indomani..
     
    Destinazione: WAKAYAMA!!! Prima che qualcuno di voi si metta a scartabellare la guida del Giappone o pensi di rivedere tutti i suoi piani di viaggio, vi dico subito che a Wakayama non è che ci sia tutta sta roba da fare. Soprattutto ora che non è stagione di bagni. Ma datosi che nella ridente prefettura di Wakayama (che vorrebbe poi dire provincia praticamente) abitano i miei amicici che insegnano inglese nelle scuole locali, in quanto membrei del JET (Japan Exchange and Teaching) Programme - ecco datosi ciò, io ci sono andata più che volentieri. Per scoprire che poi in realtà ci sono belle spiagge dalla sabbia bianca (che però viene importata dalle Hawaii, o da un altro posto del genere, mentre nel resto del paese e nella prefettura stessa le coste vengono sommerse di cemento per prevenire una presunta erosione del terreno che in realtà contribuiscono ad accelerare, ma va be' chiudiamo questa luunga parentesi), dove la gente va a fare immersioni; che la zona è terra di onsen (terme) che provvederò a visitare quanto prima; che è famosa per i suoi dolcissimi e deliziosi mandarini (che ovviamente ho scofanato) e tante altre cose.
    E anche i miei amici hanno contribuito a rendere l'esperienza indimenticabile.. Jonathan, neozelandese, si è esibito in un concerto di shamisen (strumento a corda tradizionale giapponese, ma in realtà importato dalla Cina, manco a dirlo...), mentre Susanne, dal Canada con furore, è stata scelta con altre due ragazze per essere miko per un giorno.... anche se le miko una volta dovevano essere vergini ma vabbe'... e infatti, loro eslcuse, tutte le altre erano ragazzine delle medie. Ammesso che questo voglia ancora dire qualcosa in proposito al giorno d'oggi. Se aggiungiamo anche una gitina al locale snack bar (che come il nome suggerisce è un posto dove ti offrono degli snacks, ma non solo... sono i famosi bar con le mamasan, le signore e signorine che intrattengono i clienti versandogli da bere, facendo conversazione, scherzando e cantando al karaoke; ma questo era uno snack bar di villaggio, quindi più che altro una stanza disadorna dove una fauna prevalentemente maschile si sbronza cantando MOLTO MALE al karaoke e poi torna a casa pronta ad affrontare un nuovo giorno alla pompa della exxon... ok, sto divagando) - dicevo, gitina allo snack bar, dove il tipo di fianco a me ha fatto di tutto per attaccare bottone e mi hanno pure fatto cantare "Volare" di Modugno al karaoke (ed è risaputo che io non ne vado pazza - del karaoke dico, non di Modugno)... be' direi che il quadro di due giorni piuttosto divertenti è completo.
     
    Tornata a Kyoto, dopo la Wakayama experience ora mi sembra di fare veramente la vita metropolitana!!! E poi si rientra nei ritmi, anzi, si parte alla ricerca di quelli nuovi.. Con una casa ancora un po' da sistemare, ma che è ormai diventata un accogliente rifugio, svariate lavatrici che attendono in fila che smetta di piovere, i ciliegi ormai sfioriti e una tisana detox sullo scaffale.
     
    Buona camicia a tutti.
     
    PS: lo so, non scrivo nulla per tanto tempo e poi inondo la rete. che ci posso fare? post lungo e sottotono, ma cosa volete, è la primavera.
     
     
     
    April 08

    oh mio dio

    qualcuno faccia qualcosa.
    qualcuno pensi ai bambini!!!
    si salvi chi può.
     
     
     
    veltrusconi
     
    L'interessante esperimento genetico di Newsweek.....
     
    March 25

    habemus papam

    Signore e signori, fumata bianca.
    Il giorno 21 Marzo dell'anno del Signore 2008 rimarrà negli annali della storia (o almeno di quella mia personale, concedetemelo). Oltre a segnare l'inizio ufficiale di una primavera che in Giappone si annunciava ormai da giorni, oltre ad essere un'anniversario speciale per la sottoscritta che si trova a fare i conti con la propria vita a un anno dalla laurea, e per i genitori della bellissima Emma che si trovano a fare i conti (salati!!) con lei a un anno dalla sua nascita, oltre a segnare il debutto della sottoscritta nel mondo dello spettacolo giapponese (ne parliamo dopo, va...) - oltre a tutti i motivi sopra elencati, questo giorno riveste un'importanza capitale per un'altra ragione: sono ufficialmente un'immigrata!!! Il governo giapponese dopo attenta riflessione mi ha concesso il favore di ammettermi come residente sul suolo nazionale, per almeno un anno, poi si vedrà.. se faccio la brava.. Animoticon.
     
    Dopo tutta la fatica che mi è costato (più di tre ore di attesa oltre ad altri innumerevoli sbattimenti) ho accolto il maledetto bollino chiquita sul mio passaporto come l'arrivo del messia, come acqua nel deserto, come... un tramezzino con lo spirtz quando hai fame e sete.
    Per un breve istante mi sono considerata una donna arrivata, finalmente con un posto nella società (giapponese, ma pur sempre società). Ma l'illusione è stata breve. Il visto è solo il primo passo, la porta per cui si va tra la perduta gente. Dopo vengono altre interminabili code e sbattimenti che nemmeno un frullatore elettrico: la registrazione all'ufficio dell'anagrafe (il certificato te lo danno dopo UN MESE), le pratiche per l'assicurazione sanitaria nazionale, il conto in banca, il cambio di indirizzo all'ufficio postale, la ricerca di un piano telefonico decente... Il tutto condito dal trasloco che ho fatto domenica: ho ufficialmente abbandonato la machiya, detto addio ai topi tra le lacrime (di gioia?), salutato per l'ultima volta la doccia in giardino. Ora ho il mio buchetto monoporzione con cessetto, doccetta, vaschetta da bagno, lavandinino, cucinina.... tutto piccolo e ammassato. Sono ancora parzialmente sommersa dai bagagli, ma la stanza sta assumendo un aspetto veramente accogliente. Ringrazio pubblicamente Elena e Silvia che all'atto della partenza mi hanno letteralmente inondato di complementi d'arredo e utili attrezzi!!! Thanks.
     
    Ma la vera novità è che sto per diventare famosa: altro che amici di Maria De Filippi, in Giappone bisogna venire!!! Tramite una conoscente di Silvia, io e un folto gruppo di gaijin siamo stati reclutati per fare da comparse in un simpatico spot pubblicitario giapponese!! Che risate.... se non fosse che mi sono dovuta svegliare alle cinque del mattino e che sono stata senza quasi mangiare e bere nulla dalle sette a mezzogiorno.... e sapete cosa significhi questo per me: torturaaaaaaaaaa. Comunque io e le mie occhiaie ce la siamo cavata bene, e per fortuna non riprendevano a figura intera, così il culo non è stato un problema di rilievo.. anche perché un grandangolo così non l'hanno ancora inventato!!!!! hahahaha E' stata un'esperienza divertente tutto sommato, tranne per il cerbero che ci controllava che a momenti non ci lasciava nemmeno bere un sorso d'acqua senza il suo permesso.... Una pazza: come essere in gita scolastica con la cugina cattiva di Hitler più o meno. Spero di deliziarvi presto col video dell'impresa.
     
    Ora vado a collassare sul mio futon tra uno scatolone e l'altro, a presto con nuove esilaranti avventure dal mondo dello spettacolo giapponese, o più probabilmente da quello della grigia burocrazia della vita da immigrata...
     
    vi lascio con una chicca: la foto dell'uomo parrucca protagonista dello spot! baci
     
    きだ    cariiiino
     
     
    March 14

    seconda riflessione prelettorale

    Sempre in tema di laicità. Che non vuol dire ateismo. Cercate sul dizionario.
    E ateismo non è un parolaccia. O almeno non ancora.
     
     
    Baci bagnati di pioggia primaverile..
    March 12

    cambio!

    Gli uccellini cinguettano, il sole è caldo, il vento è tiepido e profumato. I pruni sono in fiore, le giornate si allungano, il piumino giace inutilizzato da una settimana e vado in bici senza guanti. Le prime zanzare sono ricomparse e io ho ricominciato a farmi la doccia all'aperto senza bestemmie mentali. Signori, credo si possa annunciare ufficialmente: è arrivata la primavera.
    E mentre aspettiamo con trepidazione la fioritura dei ciliegi, scrutando ogni giorno su internet le previsioni su quando l'evento avverrà, ci godiamo il cambiamento non solo del clima, ma del sentimento.... Improvvisi moti di felicità ingiustificata, la (quasi) totale indifferenza verso gli zuccheri e i carboidrati, la sonnolenza feroce (va be', quella c'è un po' sempre, però...).
    Erica esce ufficialmente dal letargo.  Siete pronti????? Kyotesi.. arrivo! Banzai!
     
    Lo so, a molti può non sembrare una notizia, ma vi assicuro che lo è.
     
    PS: dimenticavo. nei negozi sono uscite le collezioni primaverili!!! yeeeeeeeeeeeeeee. ma quello non vuol dire niente, visto che ormai le vendono da dopo capodanno.. mah.