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August 12 uno sguardo diverso sulle olimpiadiIl caldo fatale incombe, il soldo scarseggia, la vacanza di Obon diventa occasione di lunghe ora passate in casa, compagna anche la TV. Lo slalom tra il trash televisivo nipponico (per altro estremamente affascinante, a tratti) porta inevitabilmente a un risultato: guardare le olimpiadi. E poi cosa c'è di meglio di godersi lo spettacolo di tutta quella gente che suda, si impegna, da il meglio di sé facendo una fatica bestiale, mentre tu sei a casa sdraiata sul tatami, magari bevendo un té o mangiando un gelato, o in procinto di schiacciare un pisolino?
Per la profana come me, però, anche l'olimpiade diventa noiosa sul lungo termine. Non sono una fanatica dello sport, soprattutto di quello visto attraverso la scatola magica. Tuttavia, la competizione mondiale offre interessanti spunti a chi li sa cogliere. E non mi riferisco al bacchettamento del Paese di Mezzo già citato, alle diverse reazioni alla vittoria o al fallimento a seconda della cultura di appartenenza, o all'ossessivo uso di formule di conferma reciproca da parte dei commentatori sportivi giapponesi - la cronaca sportiva giapponese è un profluvio di ..desuneeee? e di eeeee, l'equivalente di "...vero, no?" e "sì sì": "l'atleta sta fecendo ua bella performance vero?" "sì sì" "eccolo che aumenta la velocità vero?" "proprio così" "è arrivato primo vero?" " certo certo"... e via così per ore. Mi domando se sappiano almeno dire il proprio nome senza la conferma della loro spalla..
Ma dicevo, non si tratta di tutto ciò, cose su cui peraltro di potrebbero scrivere interi trattati. Mi riferisco a qualcosa di moooolto più interessante. Molto.
Alle olimpiadi ci sono dei FIGHI SPAVENTOSI. Ecco, voi vi aspettavate l'ironia tagliente, la sottile (così sottile che quasi non si nota) intelligenza e lo sguardo critico che mi contraddistinguono (??) e invece eccoci qui, con l'osservazione più vecchia e scontata del mondo. Vorrei tanto poter tornare nell'antica Grecia a godermi le vere olimpiadi e tutti quei giochi e gare che si sciallavano quelle volpine delle ateniesi e delle spartane... c'è da lustrarsi gli occhi!!!
Il consiglio del giorno: Joao Pina, judoka protoghese nella categoria 73kg. Guardare per credere..
Vado a trovarmi qualcosa di meglio da fare, che dite?
ciau August 10 post sconnesso: dopo una lunga assenza, ovvero della lotta per la quotidianitàChe dire....
La tentazione di lanciarmi in un post lungo e appassionato di aggiornamento è forte, data la mia tendenza alla logorrea, ma mi limiterò... E poi la mia attenzione è parzialmente assorbita dall'evento del momento: i cinque cerchi sono ovunque, e io mi scopro così intruppata da fare il tifo per il Giappone (ovviamente quando non c'è la patria di mezzo), seguendo persino le partite di BADMINGTON (cioè dico, il badmington come sport olimpico??? e io che pensavo che ci giocasse solo la volpina Lady Marian nella versione disneyana di Robin Hood...).
La frenesia olimpica trova spazio nell'afosa estate giapponese che non chiede altro: una distrazione che permetta di dimenticare il caldo orrendo e mortale, lo yen debole, il prezzo del petrolio, i gyoza avvelenati, i pazzoidi assassini dal coltello facile e che ci dia anche la soddisfazione di poter fare le pulci ancora una volta alla Cina con tutti i suoi difetti e la sua rampante crescita economica. Soprattutto qui nel kansai, dove Osaka si è lasciata ciucciare la candidatura olimpica dall'ingombrante vicino..
Io personalmente sono impegnata in tutt'altre sfide, ma non per questo meno impegnative.
Dal giorno dell'intruppamento i giorni si sono susseguiti come nella formazione di una valanga, uno dopo l'altro, veloci, inglobando tutto quello che trovavano sul loro cammino senza darmi la possibilità di metabolizzare.. Dopo lo stordimento inziale fatto di sveglie alle sei, treni pendolari, e una drastica riduzione del tempo libero, quando finalmente si profilava la possibilità di trovare un equilibrio... ZAC! ecco che ti capita tra capo e collo la famiglia. Due settimane intense, dove ogni momento libero era consacrato al maltrattamento (carico di affetto) dei quattro poveri sventurati che hanno avuto il coraggio di mettersi nelle mie mani.. Quelle che avrebbero dovuto essere due settimane da sogno alla scoperta di un paese lontano e nuovo, si sono trasformate in un campo di addestramento marines gestito da una pazza isterica con le sinapsi in corto circuito per la carenza di sonno e lo sforzo della mediazione interculturale. Ovviamente parlo della sottoscritta. Sveglie disumane, addestramento al mezzo di trasporto (autobus, metro, treno + tecniche di sopravvivenza al ciclista kyotese), corso rapido di tecnica di controllo bacchette, somministrazione di qualsiasi stravagante pietanza la cucina locale possa concepire senza possibilità di replica. Il tutto condito di innumerevoli informazioni somministrate con l'imbuto e da un costante bacchettamento sul presunto galateo giapponese (che io disattendo prontamente appena me ne si dà l'occasione, e con immensa soddisfazione, ma l'esperienza doveva essere completa), che risulta essere particolarmente ostico per gli italiani. Ciononostante, pare che tutti e quattro vogliano tornare nell'arcipelago delle meraviglie.. Ho un futuro come agenzia viaggi per masochisti.
Alla lacerante separazione (tanto vale ammetterlo) è seguito il quanto mai vano tentativo di ristabilire un ordine, di trovare un ritmo quotidiano... un ritmo un po' ZOPPO però, dato che il giorno dopo la partenza del quartetto cetra, la vostra eroina è fantozzianamente volata sul binario del treno pendolari slogandosi per l'ennesima volta la caviglia. Altro che malata immaginaria... qui le cose si fanno dolorosamente concrete! Vi lascio immaginare la sequela di ospedali, studi medici, diagnosi e radiografie, il tutto rallegrato da tre giorni di STAMPELLE.. di quelle vecchio stile, tipo "Là sui monti con Annette" o "Addio alle armi" per capirci..... Le mie ascelle e i palmi delle mia mani ringraziano ancora adesso a più di un mese di distanza. E per il recupero completo ci vorrà ancora del tempo..
Mentre metabolizzo la zoppia nel mio vissuto quotidiano ecco che ZAC! mi piomba tra capo e collo l'amica ospite per un mese. (ci sono molti ZAC! in questo periodo della mia vita). Avere ospiti quando si vive in dieci metri quadri e ci sono quaranta gradi col novanta per cento di umidità non è facile, ma io posso questo ed altro!!! E poi ospite schiaccia ospite, nuova isteria scaccia vecchia nostalgia.. o forse non suonava proprio così. Tant'è, il tanto temuto mese di convivenza è finito prima ancora che potessi esserne (seriamente) infastidita, e mi trovo di nuovo a fare i conti con una stanza minuscola che sembra improvvisamente enorme e vuota, una cesta piena di panni da lavare e l'ennesimo trasloco dietro l'angolo.
Condite il tutto con una cura di ormoni decisamente troppo violenta per il mio corpo stremato, l'agopuntura, il caldo sfiancante, il maledetto mizumushi che non ne vuole sapere di guarire definitivamente (siamo alla quarta pomata, usata in contemporanea con quella precedente.... si sa mai che funzioni stavolta!!) e una sconfitta totale sul fronte dell'alimentazione sana e intelligente. La valanga è fatta e finita, pronta per essere scaraventata sulla sottoscritta, ormai priva di energie.
Ma per fortuna è estate, c'è la settimana di vacanza di Obon (il ferragosto de noantri), i barbeque al lago con gli amici, la promessa di un invito a cena, la prospettiva di un weekend fuori città e.... quattro amici in vacanza in arrivo in visita a Kyoto!!! Si ricomincia. E tanti saluti alla quotidianità: a chi serve?
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