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17 giugno la malata immaginaria - atto primoATTENZIONE: CONTENUTI FORTI. LE PERSONE DEBOLI DI CUORE E DI STOMACO SONO PREGATE DI ASTENERSI DALLA LETTURA (però niente topi morti stavolta).
Detto questo, un buongiorno a me e un buongiorno a voi.
Ho riflettutto a lungo (circa venti minuti) prima di decidere se fare un post su questa esperienza o meno, ma anche questo è spettacolo, avrebbero detto negli anni ottanta (credo). E poi le frequentazioni degli studi medici costituiscono un momento di vera vita quotidiana giapponese, imperdibile a mio parere!! Ovviamente le si possono gustare appieno quando, come me, in realtà si è perfettamente sani, e si soffre semplicemente di una LIEVE forma di ipocondria....
Questa volta tocca al medico delle donne, l'amato/odiato ginecologo. Gli uomini non credo possano capire (vuoi per una sostanziale differenza fisica che non li porta a fare questa esperienza, vuoi per una certa scarsità intellettuale che non staremo a indagare..... ;) ), ma andare dal ginecologo è un'esperienza indispensabile ma non certo gradita (almeno che il vostro ginecologo sia george clooney o la littizzetto). Se poi ci aggiungete che sono in un paese straniero e che già discutere dei fatti propri nella propria lingua è difficile... Il cocktail è esplosivo! Ma la salute prima di tutto, e quindi vado a fare il mio controllo annuale, dal quale risulta (lo dico subito prima che a qualcuno venga un crepacuore, mamma hai capito???) che sono perfettamente sana (se si eslcudono dei seri problemi psicolgici, ma ormai quelli....).
Tuttavia, vorrei spendere due parole sulla fantastica clinica dove sono stata. Consigliata da un'amica, e ritenuta una delle migliori di Kyoto (ma chi ti consiglia dice sempre così, quindi va be'), si trova in centro, comoda comoda. Appena varco le porte scorrevoli un'esplosione di colore rosa in tutte le sue tonalità mi avvolge, e già sento che voglio tornare a casa... Le infermiere poi non sono gentili come quelle del dermatologo, ma vabbe. Compilo la solita quantità inutile di moduli e finalmente mi danno il numeretto e mi accomodo in sala d'attesa.... Allora ho finalmente il tempo di rilassarmi e di guardarmi attorno: mentre la filodiffusione ci regala perle musicali dimenticate in versione melodica (!!!!), scopro di essere finita dentro Maria Antonietta di Sofia Coppola, ma in versione kitsch e con un tocco di anni ottanta (quelli brutti). Moquette rosa, poltroncine in finto stile luigi non so più quale numero, con le fodere rigorosamente rosa a fiorellini e i decori a sbalzo sulle gambe e lo schienale... Carta da parati in tema. Pavimento di linoleum del bagno rosa, scatola porta-salviettine rosa a fiori con i cuoricini.... Orsetti e altri ameni animaletti disegnati su tutti i cartelli e gli avvisi affissi alle pareti. Aiuuutooooo.
Ovviamente l'unico giorno in cui posso andare io è quello in cui è in servizio l'unico medico maschio della cricca, ma forse vista la dose di sdolcinatezza che trasuda dall'ambiente e che mi sta già facendo venire il diabete, meglio così. Il medico si rivela un pacioso signore col riporto e dei seri problemi di pelle grassa, e mi fa già simpatia. Dopo i soliti convenevoli (nihongo jouzu desu neeeeeeee "ma come parli bene il giapponeseeee"), passiamo alla visita e alla discussione riguardante le mie pigre e bistrattate ovaie, ma ve la risparmio (ho ancora un minimo sindacale di decenza). La parte divertente è nel contorno a tutto ciò: gli asciugamani rosa, la sedia che si alza e abbassa automaticamente come dal dentista, che permette così alla paziente di mettersi in posizione senza sforzo alcuno, e poi la fatidica domanda: chiudo la tendina? Dovete sapere che in giappone c'è questa usanza, che il medico tira una tendina tra lui e il paziente, e procede quindi alla visita e agli esami di rito senza causare "imabarazzo" alla paziente.... HAHAHHAHA per fortuna le amiche mi avevano avvertito e io, da brava gaijin senza vergogna, chiedo che la tenga aperta, ma lo stesso mi viene da ridere, e devo trattenermi per non scoppiargli in faccia..
A quanto pare, l'amore giapponese per gli automatismi e gli strani marchingegni si spinge ovunque (non faccio il solito post scontato sui cessi automatici, che ormai sanno tutti delle enormi difficoltà che incontra chi si trova a fare pipì in un bagno multiaccessoriato..), e ho avuto modo di sperimentarlo in un altro fantastico momento "sanitario" di questa lunga e intensa settimana..
Domenica mattina: finalmente un giorno in cui posso dormire!!! Come non detto: un improvviso quanto fastidioso mal di schiena mi riporta al mondo cosciente prima del previsto e insiste fino a che non mi alzo. E non è il solito, questa volta è richiesto l'intervento urgente di un medico o simili. Infatti il mio brunch domenicale con le amiche per inaugurare il mio appartamento (in fondo ho traslocato solo da ..... tre mesi??) si trasforma in una mia performance contorsionistica nel tentativo di trovare una posizione in cui stare seduta senza sentire il desiderio di morire all'istante. Al che le mie amcihe, mosse da pietà, fanno una rapida ricerca, trovano un chiropratico e una di loro si offre di venire con me a farsi raddrizzare le ossa.
Il chiropratico si rivela essere una specie di centro estetico dove ci fanno anche provare questo "germanio" (?? non so cosa sia..) che dovrebbe fare miracoli per la nostra salute e bellezza: si immergono le gambe e le braccia in acqua bollente nella quale c'è questo (presumo) minerale dalle fantastiche proprietà.... sorvoliamo.
Arriva il mio momento preferito, quando ti chiedono che problemi hai: io gli snocciolo un'enciclopedia della sintomatologia del mal di schiena che il tizio comincia a impallidire, e comincia l'avventura... Prima il massaggio, sempre piacevole, e io quasi mi addormento.. poi arriva il signor medico. E' giovane e beloccio, per una volta mi va bene... Ma poi prende in mano uno strano strumento e mi dice: adesso ti raddrizzo le ossa con questo. ............... ?!?!?!?!!? cosa?!?!?! Insomma, prende a martellarmi a una a una le vetebre che sono "fuori posto" e mi fa ancora massaggi.. ma io non riesco a rilassarmi più al pensiero di quella specie di martelletto automatico che picchietta le mie povere e saccagnate vertebre.... Quando poi il tizio esordisce con un "non so bene come fare... è la prima volta che vedo una situazione del genere!" capisco che la mia povera schiena supera le sue capacità di comprensione di giovane medico giapponese belloccio, e mi dico che forse più che farmi picchiettare la schiena dovrei farmi invitare fuori a cena e cercare un altro medico...
Ce ne andiamo quindi rilassate ma sconsolate, io ancora dolorante, e senza nemmeno un invito a cena, il tutto dopo che hanno tentato ovviamente di convincerci a comprare un pacchetto di dieci trattamenti... Questa volta la fidelizzazione del cliente ha fallito miseramente!!!! Non rimane che tornare al caro vecchio Aulin almeno per il momento... Ma non finisce qui: mi hanno consigliato un osteopata vicino a scuola.....
A presto con il secondo atto!!! (se sopravvivo) 09 giugno intruppatafinalmente anche io.
pur con tutte le ansie e le paure, pur con tutti i se e i ma, e mille dubbi che tolgono il sonno...
il mio desiderio di integrazione viene soddisfatto.
ho imparato le parole d'ordine.
ho indossato la divisa.
sono salita sul carro con loro.
ho sentito il rumore dei miei passi confondersi e armonizzarsi con quello di altre migliaia.
ho seguito il flusso della folla, sentendo la sua energia, fino a uscire alla luce del sole, come formiche da un formicaio.
No, non ho partecipato alla campagna elettorale di Berlusconi, non ho partecipato a una festa tradizionale giapponese, non mi sono arruolata nell'esercito né sono entrata in una setta religiosa.
SONO DIVENTATA UNA PENDOLARE.
mi vesto come un pinguino, mi alzo all'alba, ucciderei per un posto a sedere sull'espresso del mattino, e sono pronta a travolgere le mie amate persone disabili per entrare nel vagone della metropolitana già strapieno. marcio a mio agio nei sotterranei delle stazioni come se fossi in trincea, con le monetine pronte in una mano e la mia borsa da lavoro nell'altra, ritmando il passo con quello di migliaia di altre persone che mi stanno attorno, contando quanti giorni mancano al venerdì.. (e di solito è lunedì). ma soprattuto: INDOSSO CALZE COLOR CARNE!!!
erica va alla guerra.
seguite numerosi le prossime puntate per sapere se strapperà un contratto di lavoro. 04 giugno IL MIO TESSSSSSSORO!Eccolo!!!!
Finalmente!!!
Hanno suonato alla mia porta, una volta sola, ma era pur sempre il postino!!!
Forse il corriere internazionale suona una volta sola, e il postino due... chi lo sa!
Comunque vorrei spendere una parola sul signor Hama (mi pare si chiami così), che mi ha portato il pacco: un giappo secco secco, lungo lungo, con una fantastica tintura dai riflessi prugna sul suo taglio a scodella!!!
Mitico.
Comunque ora possiamo tutti tirare un sospiro di sollievo (sì, lo so, a voi ve ne frega poco niente...). Il piccolo è nelle mani della sua mamma, e la rende felice con il suo contenuto!! Soprattutto contando che ieri sera nel bel mezzo di un aperitivo il mio paio preferito di jeans mi ha abbandonato: un movimento di troppo, un sonoro "strrrap" di quelli che fanno venire in mente la pubblicità della candeggina ACE e la nonnina malefica, e un'improvvisa sensazione di freschezza alla chiappa destra...
Il primo che fa commenti sul mio fondoschiena lo fulmino!!
Il pacco arriva quindi a puntino che qui la riduzione del guardaroba procede lenta e inesorabile per usura, mutamenti fisici e climatici.
Evviva! Hip hip Hurrà..... e via dicendo.
Vado a sistemare l'armadio!
(Il mio tessssoro all'arrivo e dopo lo sventramento, io che stringo felice tra le mani il regalo dei miei adorati genitori sfoggiando la mia migliore faccia da "mi sono appena svegliata e devo ancora bere il caffé")
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