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26 avril

metti un sabato mattina a kyoto

Hello everybody!
E' sabato mattina, splende il sole, mi son fatta 'na gran dormita (dopo aver bevuto una birretta di troppo, lo ammetto) e sto facendo una super colazione dei campioni! I love you all. (forse sono ancora un po' ubriaca...)
 
Cosa potrà mai succedere di così eclatante in un tranquillo sabato mattina di primavera a Kyoto, da giustificare l'urgenza di un post scritto con le mani sporche di marmellata e la tazza del caffè ancora sotto il naso? La vita riserva mille sorprese a noi temerari che viviamo nel paese del sol levante nella bella e umida antica capitale!!
 
(ho creato abbastanza aspettativa? spero di sì che devo finire di scrivere, farmi la doccia e andare a guadagnarmi la pagnotta)
 
Oggi mi sono alzata piena di buoni propositi nei confronti della vita, e in particolare del mio piiiiiiiiccolo appartamento. Dopo aver dato la sistemata finale ieri, comprando un bel mobiletto di muji (ah se non ci fosse muji Cuore rosso.... ma quando apre ikea??? ho delle crisi di astinenza) sottile abbastanza da insinuarsi tra il mini-figorifero e la mini-dispensa a lato del mio mini-corridoio, e schiaffandoci dentro varie ed eventuali che facevano ancora capolino dagli scatoloni in giro per la mia stanza (ed è un giro molto breve come vi ho già detto...) - dicevo dopo la sistemata finale, era venuto il momento di fare le ultime pulizie che avevo rimandato.
Allora mi carico i futon in spalla come tappeti in cui siano stati arrotolati dei cadaveri, e li sbatto fuori sul mini-balconcino (posso smettere di scrivere mini ogni due righe? avete capito che casa mia è piccola vero?) a svecchiarsi nel tentativo di uccidere qualcuno de resistentissimi acari che invadono la mia privacy notturna. Il passo successivo è la scopa!! Impugno la mia scopina retrattile di muji (mi farò pagare per la pubblicità) e spazzo il terrazzino e la cucina (dove per inciso ieri c'è stato un incidente di rovesciamento chicchi di riso crudo... vi lascio immaginare)!! Robe mai viste. Insomma alla fine dei vari passaggi che non vi sto a elencare per non farvi morire di noia sulla tastiera del computer, la casa ha ormai assunto un aspetto più che decente. E', oserei dire, carina.
 
Ma un neo si appresta a offuscare cotanta bellezza: ovvero l'ammasso di carta e cartone e scatoloni piegati che invade il mio striminzito ingresso in attesa di essere smaltito adeguatamente secondo i sacri dettami della raccolta differenziata, e che mi costringe a manovre al limite dell'elasticità corporea (per lo meno della mia) per entrare e uscire di casa, mettendo e togliendo le scarpe ovviamente. Mentre lo guardo intensamente e disperatamente pensando a come fare ecco che suona il campanello. "Ohibò, che sia la divinità della carta riciclata che viene a farmi visita?" penso. No a dire il vero penso una cosa molto più prosaica: "chi c***o è che rompe i marons glacées il sabato mattina?!?!?!!?". Apro e mi trovo faccia a faccia con due signorine giapponesi, pure un po' sfigate. E dentro di me penso "le solite che sbagliano indirizzo.... adesso vedono la mia bella faccia da gaijin appena sveglia e se ne vanno tremando per lo stupore e la confusione". E invece no!!! Maledette loro! In un inglese stentato accennano qualcosa su un'attività di volontariato per i residenti stranieri, e io mi appresto già a lasciar esplodere il senso di colpa per averle odiate nel momento stesso in cui hanno posato le loro ditine sul mio campanello.... Quand'ecco che la tipa incomincia a farfugliare di cose che non capisco bene e poi mi molla in mano un volantino in inglese dal titolo quanto meno interessante: "What is armageddon?". (per i non parlanti inglese: che cos'è l'armageddon? che sarebbe poi una specie di giudizio universale..)
Sorpresa I TESTIMONI DI GEOVA!!!!! Mi hanno trovato anche qui! Scappo di continente in continente per non avere i miei sabati mattina rovinati dalla loro presenza ed eccoli qui di nuovo... sono ovunque!!!! aiutooooo!
Per fortuna le signorine si accontentano di lasciarmi il volantino e di estorcermi qualche informazione personale, tipo come mi chiamo e da dove vengo. (peraltro scritte sulla mia cassetta delle lettere, quindi personali un bel paio di caldarroste). Mi assicurano che torneranno per discutere con me degli interessanti problemi posti dal volantino, e io la vivo come una minaccia di morte, ma sorrido e auguro buona giornata. Ora devo decidere che carta giocarmi sabato prossimo: fingere di essere sotto la doccia? Dichiarare che, in quanto italiana, possiedo una fervente fede cattolica? Dire che sono berlusconiana e quindi adoratrice del dio denaro, oltre che di Silvio? Oppure ammettere candidamente il mio agnosticismo?
Magari mi autoproclamerò divinità e vedrò come reagiscono. E' la volta buona che posso fondare una setta e spillare dei soldi a qualcuno.....
 
Eliminato il problema delle testimoni del signore iddio, mi ritrovo a tu per tu con la mia pila di scatoloni. Dovete sapere che mentre per tutte le altre categorie di raccolta differenziata c'è un giorno della settimana in cui passano a ritirare il malloppo, per la carta non c'è. Ci sono invece dei simpatici camioncini che passano più o meno con cadenza giornaliera, annunciando il proprio arrivo con una musichetta o un bel megafono dicendo cosa vengono a ritirare (c'è anche quello per gli elettrodomestici usati): immaginatevi "donne è arrivato l'arrotino (o per i monzesi Pippo arrotino e ombrellaio -  che poi spiegatemi perché gli arrotini sistemano anche gli ombrelli... mah)" ma in versione giapponese.
E dove sta dunque il problema? Sta nel fatto che faccio la posta al maledetto camioncino da una settimana abbondante e questo passa sempre mentre io sono in tutt'altre faccende affaccendata. Tipo: non sono a casa; sto cucinando; sto facendo la doccia; sto stendendo il bucato e ho tre appendini in mano, due mollette in bocca e dieci paia di mutande infilate su per un braccio.... e così via. L'ultima volta (cioè ieri) il fituso è passato proprio mentre, dopo una mattinata di fondamentale inattività, seduta per terra mi spalmavo amorevolmente la cremina anti-fungo sotto il piede e mi facevo la mia bella medicazione con la garza...  Proprio in quei tre minuti doveva passare!!
Ma oggi ce l'ho fatta. Dopo che le signorine mi hanno lasciata sola a riflettere sulla fine del mondo, sento una musichetta.... E' lui! Ma capisco che sta avanzando piuttosto in fretta e che se non mi spiccio lo perderò. Mi catapulto fuori dalla porta, scendo le scale a rotta di collo, dribblo il custode del mio palazzo che sta sistemando le bici nel parcheggio (ma cacchio proprio adesso lo deve fare?? sembrava la gimcana) mi fiondo in strada e vedo che è già passato oltre casa mia.. E qui viene il momento topico della mia mattina: in ciabatte e tenuta simil-pigiama (per fortuna quello vero me l'ero già tolto) mi lancio all'inseguimento del furgone. Strada facendo mi cade la molletta per i capelli, poi il cerchietto, manca poco che mi cadano anche le mutande... il tutto per fare dieci metri eh! hihihi
Per fortuna l'autista vede questa figura scomposta di pazza furiosa nello specchietto retrovisore e si ferma. Io stavo già per morire (e meno male che vado in palestra...). Orgogliosa vado a prendere il malloppo e glielo consegno. Mi sono finalmente liberata del mostro... E ho pure ottenuto un sacchetto per la raccolta differenziata come ricompensa!! Animoticon
 
Ora posso invitare fiera gli amici a casa.
Però uno alla volta, per carità, che se no non ci stiamo!
 
A presto con nuove esilaranti avventure, su diseducational channel.
 
recycle
21 avril

sorprese

La Pasqua è ormai un ricordo lontano, ma, sarà l'effetto del fuso orario, le sorprese arrivano ora....
 
Dopo quasi un mese passato a grattarmi un piede e a osservarlo mentre lentamente si squamava sempre più, oggi, con il prurito che mi rendeva particolarmente disperata ho deciso di prendere in mano la situazione (o dovrei dire in piede... hhahaha che sottile umorista che sono). Con il provvidenziale aiuto di una mia studentessa che sta lottando da mesi contro una dermatite allergica alle mani (il medico le ha detto che si deve mettere a dieta, ma a lei piace troppo la cucina italiana!!), ho compiuto il grande passo e sono andata dal dermatologo. Prima visita medica in Giappone!!! (speriamo anche l'ultima, tiè!).
 
Dopo l'attesa (brevissima) nella piacevole sala d'aspetto, dove infermiere sorridenti, vestite di rosa dalla testa ai piedi, sciamavano operose e silenziose qua e là, sono stata convocata nello studio. Per fortuna perché durante la seppur breve attesa avevo provveduto a farmi una cultura su svariati tipi di funghi, parassiti e orribili malattie della pelle, e ovviamente stavo già iniziando a sentire i primi sintomi di tutte quelle fantastiche patologie... Ah, l'ipocondria, compagna di vita!
 
La dottoressa gentile e precisa mi ha prelevato squame di pelle in abbondanza, mentre io e la mia studentessa avanzavamo le nostre ipotesi da ipocondriache veterane.. "Secondo noi potrebbe essere un fungo.. sa, vado in piscina..". E dopo meno di un minuto il vetrino ha dato il suo responso inappellabile: FUNGO!!!! La soddisfazione di avere ragione provata dalla mia metà testarda e ipocondriaca non è riuscita a compensare l'incazzatura furente della mia metà sensata: mannaggia a quei cretini dei membri della mia palestra che vanno sempre in giro a piedi nudi ovunque, piscina compresa. E mannaggia alla doppiamente cretina sottoscritta che li imita pensando: "Be', se lo fanno vuol dire che non c'è problema". No, se lo fanno è perché sono masochisti. O cretini, come sopra detto.
 
Sono rimasta comunque colpita dalla quantità di scartoffie che sono necessarie anche in questo campo: il dermatologo, dopo che hai compilato gli appositi moduli, ti fa un tesserino in quanto paziente di quello studio particolare, poi quando paghi ti danno svariate ricevute e ovviamente la prescrizione con la quale ti presenti in farmacia. E anche lì ti siedi sulla poltroncina e sfogli la rivista mente loro provvedono a preparare le tue medicine, a creare un libretto delle prescrizioni mediche col tuo nome, in modo da poter risalire alla tua storia farmacologica, e ovviamente ti riempiono di moduli da compilare dove ti chiedono un sacco di cose che non sai....
Fidelizzazione del cliente anche in farmacia! Uau.
 
La cosa più interessante rimane comunque la spiegazione del nome che il fungo ha in Giapponese: mizumushi, ovvero insetto dell'acqua. Pare che questo nome risalga al periodo Edo, quando la gente che lavorava nelle campagne alla coltivazione del riso, passando molto tempo con i piedi immersi nell'acqua soffriva spesso di questo disturbo. Mancando le opportune nozioni medico-scientifiche per individuare la causa di questo fenomeno, lo chiamavano appunto mizumushi: c'era la credenza che i sintomi fossero causati da un insetto di natura ignota che viveva nell'acqua delle risaie e che si divertiva a "mordicchiare" i piedi dei poveri contadini.. Forse tutto sommato erano meglio di noi che lo chiamiamo con lo stesso nome di un cibo... bleah!
 
Ora mi spalmerò la cremina santa tutti i giorni e speriamo che vada tutto bene!
 
La seconda sorpresa è stata molto più esilarante. Tornata a casa da una lezione serale, accendo la tv sul mio programma trash preferito (SMAPxSMAP), dove i componenti di una boy band giapponese di lungo corso si lanciano in mille attività che spaziano dalla cucina al karaoke, passando per svariati sport - e chi ti vedo?????? Nientepopodimenoche ..... SOFIA LOREN. In silicone e ossa. Una mummia praticamente, ma pur sempre la nostra cara Sofia! Che partecipa con incredulo stupore (o almeno questo è quello che ho letto io nelle lievi increspature del cerone e della materia sintetica) alle prodezze dei nostri, assiste divertita (???) a una imitazione di se stessa mentre canta e balla "mambo italiano", e poi ricompensa i bei ragazzotti con baci sulle guance a profusione.... un grande onore al quale i ragazzi reagiscono con vero aplombe, tradendo però un certo ..... stupore? Io direi disgusto, ma va be'. (e qui scatta la querela).
 
Che momenti indimenticabili!
 
Vado a letto. Spero di non sognare Sofia che mi mordicchia i piedi mentre la boy band prepara un risotto ai funghi...... !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
 
ciabatte  evviva le ciabatte di gomma, che dio le benedica.
15 avril

......

 
 
 
 
 
 
 
 
........................................................... (senza parole) ...........................
 
 
 
 
 
 
 
e non sto parlando di Vasco Rossi. Correggo il post precedente: posso di nuovo deprimermi leggendo Internazionale.
14 avril

urrà!

sono commossa...
 
POSSO DI NUOVO LEGGERE INTERNAZIONALE!!!   Party
 
evviva la digitalizzazione dell'informazione.
 
saluti e baci
 
 
10 avril

un po' di pausa

un po ' di respiro ci voleva...
uscita quasi indenne dal calvario burocratico (ammesso, e non concesso, che sia finito), ormai fiera propietaria di un bancomat giapponese (di un conto ancora vuoto, ma vabbe' rimedieremo no????), di un telefonino vero, di quelli che mandano anche le mailssss (se no con gli amici giapponesi è praticamente impossibile comunicare....  :(   ), e dopo aver studiato innumerevoli soluzioni geometrico-architettoniche per sfruttare ogni centimetro cubo del mio monoloculo (ma sono sicura che qualche angolo ancora mi sfugge...) era ora di prendersi una pausa.
Complici le due settimane di stacco tra i trimestri che d'ora in poi scandiranno per un po' la mia nuova vita di insegnante di italiano (e guai a chi fa commenti), mi sono concessa un po' di spostamenti nell'arcipelago delle meraviglie, anche se un po' low budget.. figo!, direte voi. un accidente!, rispondo io. va be', lo so, mi lamento sempre. ma questi dieci giorni di vagabondaggi mi hanno lasciato spossata... sono proprio una vecchia, non c'è che dire.
 
La prima tappa del viaggio delle meraviglie è stata Tokyo, la mitica e (speriamo ancora per poco) irraggiungibile capitale. Ho soggiornato nella reggia di Benny a Ebisu e assaporato quella che sarà la mia vita futura nella capitale.... si vabbe dai, più o meno. Alla frenetica metropoli io ho opposto un andazzo abbastanza rilassato... Vita quotidiana, gite da Ikea con Benny, esplorazioni del reparto gastronomico di Muji con successivi tentativi di detox.... Però non sono mancati dei grandi classici che mi hanno dato enorme soddisfazione, prima fra tutti la scofanata di sushi a tsukiji!!! Dopo un venerdì funestato da mancanza di sonno e un colloquio di lavoro andato buco (mettiamolo così tra le righe, che magari sfugge...), sabato era d'obbligo rifarsi. Non credo di aver mai ingurgitato così tanto sushi in vita mia.... e tutto eccellente!! E niente strani mali di stomaco dopo... (e questa è rivolta alla mia cara amica Anna che accusa sempre il povero sushi giapponese di essere portatore di nefandezze!! poverino... lui è così buono e così dietetico!! certo, se non ne mangi dieci chili come me..). Insomma ho fatto poca vita da "turista" se si esclude il giorno in cui abbiamo deciso che dovevamo andare ad Asakusa e Ueno a vedere la folla e i cherry blossom... e infatti ha diluviato e noi dopo la nostra focaccina cinese unta e un tentativo di approccio da parte di due bavosi francesi MOLTO attempati (tipo che potevano essere entrambi mio padre, se non fosse che mio padre è bello, simpatico e si veste bene, e scusa papino se ti ho definito molto attempato), ci siamo affidate alla cara vecchia JR, chiuso i nostri ombrelli e fatto ingresso nel fatato mondo di Ikea con il suo aroma penetrante di polpettine di renna. Che gioia!!
Per il resto, café, ristorantini, esperimenti culinari casalinghi, gelati e taaaaaante vetrine. Ma quelle, ahimé, le ho solo guardate.
 
La vera sorpresa della settimana è stata Kamakura. Per chi si ferma a Tokyo qualche giorno, andare a Kamakura e Nikko è un must. Io ovviamente Nikko l'ho bucata, che son pigra e avevo le mie solite sfide dell'ultimo minuto da fare... (Cate: GRAZIEEEEEEEE ancora e per sempre), ma a Kamakura siamo andate, e con animo piuttosto spensierato.. della serie apri la tua guida di Tokyo e dintorni la sera prima, già sull'orlo del collasso della palpebra, e mentre sorseggi un tè al litchi di Muji ti chiedi: che razzo c'è da vedere a Kamakura? Ok, il daibutsu---- e poi millle milioni di templi. Ma non ci scoraggiamo. Partiamo (con un treno in RITARDO!!! incredibile) determinate e incoraggiate da un splendida giornata di primavera che finalmente esplode dopo due giorni di pioggia. E Kamakura ci sbatte in faccia tutto il suo splendore. Be', tutto proprio no, visto che un po' la nostra anda rilassata e un po' che abbiamo fatto dei giri arzigogolati, finisce che vediamo solo un paio di templi e il daibutsu, ovvero sia il grande buddha, statua enorme del buddha messa lì in mezzo a uno spiazzone, sotto la quale razzolano centinaia di turisti in cerca dello scatto perfetto dove riescano a cogliere l'atmosfera ieratica ma serena del buddha e non gli altri novantanove pazzi infoiati che stanno trafficando con la loro macchinetta fotografica. Ci consoliamo con delle chips di patate viola (murasaki imo, e non chiedetemi cosa siano) e un onesto gelato biologico fatto all'italiana... ovviamente al gusto di patate viola (che paiono essere l'attrattiva gastronomica principale di Kamakura) e sakura, un must di stagione.
Il tempio hasedera e il santuario zeniarai benten da soli valevano la gita. Soprattutto il secondo, non fosse altro che per vedere la gente che fa la coda per deporre i propri spiccioli e le banconote in un cestino di vimini per poi lavarli nell'acqua (a 'sto punto credo in qualche modo "benedetta") del tempio. Ovviamente l'ho fatto anche io con quei quattro schei che avevo in tasca, sperando che si moltiplicassero come i pani e i pesci... finora nessun risultato, ma io attendo fiduciosa. Forse avrei dovuto piantarli e annaffiarli?!?!?!?! mah
 
Be', un paio di fotocopie, numerose mail e una veloce visita al palazzo imperiale dopo, ecco che saluto Tokyo e vivo per l'ennesima volta l'ebbrezza dello shinkansen che mi riporta nella mia vecchia, umida e tranquilla capitale dei tempi andati. Giusto in tempo per vedere i fiori di ciliegio.... direte voi. No, giusto in tempo per sbrigare due o tre faccendine burocratiche, fare una riunione con la mia capa (durante la quale però guadagno caffé e dolcetti gratis, nonché insalata fresca del suo orto.. yummi!), disfare/rifare la borsa, uccidermi di tagliatelle, tofu e vino rosso con Nino e poi ripartire l'indomani..
 
Destinazione: WAKAYAMA!!! Prima che qualcuno di voi si metta a scartabellare la guida del Giappone o pensi di rivedere tutti i suoi piani di viaggio, vi dico subito che a Wakayama non è che ci sia tutta sta roba da fare. Soprattutto ora che non è stagione di bagni. Ma datosi che nella ridente prefettura di Wakayama (che vorrebbe poi dire provincia praticamente) abitano i miei amicici che insegnano inglese nelle scuole locali, in quanto membrei del JET (Japan Exchange and Teaching) Programme - ecco datosi ciò, io ci sono andata più che volentieri. Per scoprire che poi in realtà ci sono belle spiagge dalla sabbia bianca (che però viene importata dalle Hawaii, o da un altro posto del genere, mentre nel resto del paese e nella prefettura stessa le coste vengono sommerse di cemento per prevenire una presunta erosione del terreno che in realtà contribuiscono ad accelerare, ma va be' chiudiamo questa luunga parentesi), dove la gente va a fare immersioni; che la zona è terra di onsen (terme) che provvederò a visitare quanto prima; che è famosa per i suoi dolcissimi e deliziosi mandarini (che ovviamente ho scofanato) e tante altre cose.
E anche i miei amici hanno contribuito a rendere l'esperienza indimenticabile.. Jonathan, neozelandese, si è esibito in un concerto di shamisen (strumento a corda tradizionale giapponese, ma in realtà importato dalla Cina, manco a dirlo...), mentre Susanne, dal Canada con furore, è stata scelta con altre due ragazze per essere miko per un giorno.... anche se le miko una volta dovevano essere vergini ma vabbe'... e infatti, loro eslcuse, tutte le altre erano ragazzine delle medie. Ammesso che questo voglia ancora dire qualcosa in proposito al giorno d'oggi. Se aggiungiamo anche una gitina al locale snack bar (che come il nome suggerisce è un posto dove ti offrono degli snacks, ma non solo... sono i famosi bar con le mamasan, le signore e signorine che intrattengono i clienti versandogli da bere, facendo conversazione, scherzando e cantando al karaoke; ma questo era uno snack bar di villaggio, quindi più che altro una stanza disadorna dove una fauna prevalentemente maschile si sbronza cantando MOLTO MALE al karaoke e poi torna a casa pronta ad affrontare un nuovo giorno alla pompa della exxon... ok, sto divagando) - dicevo, gitina allo snack bar, dove il tipo di fianco a me ha fatto di tutto per attaccare bottone e mi hanno pure fatto cantare "Volare" di Modugno al karaoke (ed è risaputo che io non ne vado pazza - del karaoke dico, non di Modugno)... be' direi che il quadro di due giorni piuttosto divertenti è completo.
 
Tornata a Kyoto, dopo la Wakayama experience ora mi sembra di fare veramente la vita metropolitana!!! E poi si rientra nei ritmi, anzi, si parte alla ricerca di quelli nuovi.. Con una casa ancora un po' da sistemare, ma che è ormai diventata un accogliente rifugio, svariate lavatrici che attendono in fila che smetta di piovere, i ciliegi ormai sfioriti e una tisana detox sullo scaffale.
 
Buona camicia a tutti.
 
PS: lo so, non scrivo nulla per tanto tempo e poi inondo la rete. che ci posso fare? post lungo e sottotono, ma cosa volete, è la primavera.
 
 
 
8 avril

oh mio dio

qualcuno faccia qualcosa.
qualcuno pensi ai bambini!!!
si salvi chi può.
 
 
 
veltrusconi
 
L'interessante esperimento genetico di Newsweek.....