Profil de ericapoorimasalaPhotosBlogListesPlus ![]() | Aide |
|
28 février famose quattro risate...Per quest'anno (è proprio il caso di dire "quest'anno" e non "questa volta" vista la cadenza con cui andiamo alle urne...) mi viene risparmiato il supplizio pre-elettorale. Sono tuttavia privata anche della mia capacità di votare, purtroppo. Non che questo faccia chissà che differenza eh!! Anzi, mi vergogno ad ammettere che questa volta mi sento sollevata di un pesante fardello.... e sono contenta di essere lontana mille miglia, in un paese in cui non ci sono i brunivespa, i berlusconi, i papi e i mastelli di turno (e solo per fare qualche nome così a caso nel mucchio, eh).. O meglio: ci sono di sicuro, ma io sono ancora troppo profana per capire quel che succede qui, e uso l'alibi della mia estraneità geografica per mantenere un sereno distacco dal mondo terreno della cosa pubblica (lo so, vergogna su di me). E a voi che ve frega? niente, lo so. Ma vi ho caricato un bel video con la brava Paola Cortellesi che potete trovare anche su YouTube e che molti di voi avranno probabilmente visto di recente in televisione, per una riflessione pre-elettorale. Per una volta la proverbiale risata invece di seppellirci potrebbe aiutarci a restare a galla... e a mantenere la lucidità e il distacco necessari. Lunga vita all'imperatore, ciao. 27 février let's celebrate! Signore e signori devo fare un annuncio. Anzi, più di uno. Le pratiche per la gentile concessione del visto di soggiorno in Giappone sono cominciate. Signore iddio e kami del Giappone tutti quanti aiutateci voi. amen, due battiti di mano e un inchino. E anche una suonatina di campana. Vorrei qui ufficialmente fare i miei egregi complimenti alla signorina Silvia Vessella, che ha brillantemente ottenuto la borsa di studio per il Giappone con un onorevolissimo quarto posto!!! Urràààààà. Spero tanto di essere ancora qui quando arriverai... Battiamo tutti le mani. E diamo fiato alle trombe di festeggiamento anche per l'onorevole signorina Elena Giubbini Ferroni, detta amichevolmente Elena GF (sigla che come molti purtroppo ingorano, non rimanda al suo cognome, ma è bensi l'acronimo di Gran Figa, data la sua risaputa bella presenza Rimaniamo anche in trepida attesa delle signorine Letizia Miranda e Benedetta Lomi che verranno a rendere l'arcipelago un posto migliore al risveglio della primavera. Rinnoviamo altresì lo speranzoso invito a raggiungerci all'illustre nipponista Caterina Mazza: mi rallegro nell'informarla che da Meiji-ya vendono gli "ziti" della Garofalo. Il Giappone è un posto vivibile tutto sommato!!! Mai vista tanta gnocca italica tutta insieme. La nostra primavera italiana porterà scompiglio... baci 25 février tempo pazzerielloIn Italia esiste il modo di dire: "Marzo pazzerello, esci col sole e rientri con l'ombrello".
In Giappone non so, ma sta di fatto che siamo ancora a Febbraio e non ci si capisce un acca. Abbiamo avuto una splendida settimana di sole e temperature non dico miti, ma ragionevoli. E tutto a un tratto mi sono sentita piena di energie e di voglia di fare, e ho capito: ecco osa mi mancava!! Altro che il cibo, un fidanzato, la famiglia, gli amici (dai scherzo..... lo sapete che mi mancate tutti tantissimo
Comunque il tutto è durato fino a sabato, quando a metà giornata, dopo una mattinata di vento fortissimo, sulla via del ritorno da una lezione di Italiano, mi sono trovata nel bel mezzo di un singolare fenomeno atmosferico. Stavo attraversando il ponte sul fiume Kamo (quasi come in quel famoso film... hehehe) e guardavo verso sud incantata dal paesaggio: il sole, i suoi rilflessi sul pelo dell'acqua, le nuvole che si stagliavano nel cielo azzurro.... Ma qualcosa mi infastidiva: per la precisione un gelido vento che mi spazzava il lato nord della faccia, con raffiche così insistenti da farmi quasi cadere dalla bici. E poi una sensazione di freddo e umido.... NEVE?!?! Sì insomma, la mia guancia sinistra godeva del tepore primaverile dei raggi del sole mentre il mio orecchio destro si congelava e il mio spracciglio si ricopriva di bianca polvere gelata...
Ma vi pare il modo???
Ovviamente c'è voluto poco prima che il vento gelido spingesse le nuvole a ricoprire l'intera città e cominciasse così l'ennesima buferina di neve...
E noi che sabato sera avevamo programmato di usicre a far baldoria.... ufff. Insomma, è così che il mio momento creativo si è trasformato in un ritorno di fiamma del letargo, e ho passato TUTTO il fine settimana in casa, senza fare un tubo, guardando film, leggendo e cucinandomi cose buone e sane.... Forse non mi è andata così male 18 février una giornata particolareSe il fine settimana scorso è stato all'insegna del movimento, questo è stato all'insegna della staticità. Sono rimasta nell'antica capitale ma ho pur sempre girandolato tra vari impegni.. Venerdì sera serata pazzeriella al nostro favorito Abar, per il compleanno di un Kosuke (ne conosco talmente tanti che sto pensando di mettergli dei numeri... ma non possono essere un po' più fantasiosi coi nomi??). Potremmo riassumerlo come un momento di follia paradossale... si insomma non ci si capiva un cacchio! Il festeggiato è stato fatto spogliare e messo in perizoma tipo lottatore di sumo, con il costante pericolo che ciò che non doveva essere visto strabordasse e facesse bella mostra di sé, dopo di che è cominciato un delirio colettivo che non vi sto nemmeno a spiegare. Io seduta bevevo il mio succo di pompelmo (ve lo giuro) e tentavo di mentenere l'igiene mentale!!! Sembrava di stare a una festa di laurea a venezia....
Sabato ho ricoperto l'ormai familiare ruolo della maestrina e poi mi sono concessa una serata tra ragazze con Elena: pizza da asporto e zuppa di funghi, condite con molte ciacole.... Così tante che il film che volevamo vedere non l'abbiamo nemmeno fatto cominciare... hihihi. La nostra attenzione in particolare era catalizzata dall'evento del fine settimana: la fiera delle auto importate! Uau, una fiera a Kyoto, città che pur essendo zeppa di turisti sembra refrattaria all'internazionalizzazione (va be dai, sto esagerando... ma solo un po'), e soprattutto alla presenza del businness internazionale. La fiera poi si è rivelata essere una robetta su un solo piano, in un unico stanzone. Ma questi qui non sono mai venuti alla Fiera di Milano??? Uè figa! Vabe' chiudo la parentesi dell'orgoglio lombardo. A me e ad Elena, per una lunga storia che non vi sto a raccontare se no facciamo notte, è stato chiesto di andare a dare una mano allo stand della Porsche, e noi prontamente abbiamo risposto "HAI!", che sarebbe poi "sì" in Giapponese, all'unisono scattando sull'attenti e infilandoci all'istante dentro un tailleur o qualcosa che ci assomigliasse il più possibile. A Elena è toccato il sabato, mentre io sono andata di domenica, quindi il sabato sera è stato all'insegna dello spettegolezzo e dei consigli pratici.
Ho detto dare una mano, e non lavorare, perché dopo aver parlato con il responsabile dello show room abbiamo capito che di lavoro vero e proprio non si poteva parlare... "Non dovete lavorare... Divertitevi!". ..... Ok, un motorshow può essere molto divertente (non quello di Kyoto, ve lo assicuro!), ma sette ore in piedi a sorridere come se avessi un'emiparesi non sono esattamente divertenti!!
Comunque, il concetto di fondo era che dovevamo andare a fare bella presenza e dare qualche volantino, per divertire (testuali parole) e fare felici i clienti. Due animali allo zoo, praticamente.
Devo ammettere, però, che non è stato male, alla fine se la si prende nel verso giusto.. Ho visto tante belle macchine, qualche ragazzo carino (tutti rigorosamente da lontano e che si sarebbero interrati come gli struzzi piuttosto che rivolgermi la parola) e mi sono pure fatta qualche risata con le mie colleghe di stand.. Ha comunque suscitato qualche perplessità il fatto che io ed Elena, italiane e uniche gaijin puzzolenti (no dai , solo io, Elena profuma di violetta
Come è d'obbligo in ogni situazione di contatto col pubblico in cui io incappi, tutti gli spostati e gli strani si sono intrattenuti a parlare con me (ovviamente dopo aver testato la mia capacità di comprensione della lingua...). Citiamo nell'ordine: il ragazzo con difficoltà di apprendimento (come sono politicaly correct...), che mi ha fatto un pippotto su come sembrasse divertente alla scuola elementare il gioco della gomma-supercar (non chiedetemi cosa sia che non ne ho la minima idea) che veniva lanciata con la matita e faceva "bang!" (ai Giapponesi le onomatopee piacciono un sacco... ho un amico che riesce a fare un'intera frase solo di onomatopee... e si chiama OVVIAMENTE Kosuke)... e sul fatto che lui fosse triste perché a lui non lasciavano mai fare quel gioco. Il ragazzo in questione credo avesse intorno ai venticinque anni, ed è stato credo l'interlocutore più simpatico della giornata dopo la mia collega Sugihara che ho ribattezzato la bronsa coerta. Segue a ruota il vecchio un po' sdentato e un po' svitato che mi parla in mezzo dialetto e mi dice che gli piace la Cayenne, e io penso al Marco Ranzani di Cantù e tento di non ridergli in faccia dicendogli "oooook, vaaaaa bene". Al terzo posto si classifica il tamarro di periferia, ma con i soldi, che tenta l'approccio con la sottoscritta, sfoderando anche un inglese mediamente meno stentato del solito, ma cadendo alla fine in un'uscita grossolana e volgare, che però la sottoscritta non capisce perché incentrata su una parola giapponese che non conosce. Intuisco che c'è qualcosa di strano, perché sono una ragazza sveglia e intelligente, quando il suo compare sgrana gli occhi e accenna a una risata trattenuta mentre lui mi parla. Alla richiesta di spiegazioni sul termine in questione segue un vago "cercalo sul dizionario e ricordatelo la prossima volta che ci incontriamo"... ahahahah. Poi ho scoperto che la parola in questione non era niente di che, era un roba tipo "sensualità", ma insomma una giapponese magari gli infilava pure un tacco in mezzo agli occhi! Per fortuna sua io, oltre a essere ignorante e a far finta dei pomi, indossavo pure le ballerine.
Vorremmo citare come premio speciale della giuria dei personaggi comparsi sia nella giornata di sabato che in quella di domenica e che Elena ha amabilmente soprannominato "i fossili della baburu economi" (ovvero sia i fossili dell'economia della bolla, quella dei secondi anni Ottanta, quando sembrava che tutto andasse a gonfie vele.. Un po' come da noi con gli yuppies), due o tre uomini di spicco, intorno ai sessanta, provvisti di insolita colorazione della chioma (grigia ma con delle simpatiche sfumature dal rosa al violetto), che ci hanno amabilmente sventolato sotto il naso le chiavi delle loro porsche, e ad Elena hanno pure chiesto se potevano mostrarle la città!!! Io si vede che non ero di loro gradimento... hihi.
Tra i simpatici vorrei citare il tifoso del Milan, che dice di essere andato più volte a vedere le partite del Milan, sia a Tokyo che a San Siro.. sostiene di essere andato a Milano solo per quello e di essere tornato subito dopo la partita, ma mi sembra un po' esagerato... Manco in fossa dei leoni!!
Sono ovviamente fioccate le richieste di foto davanti alle macchine, nonché un paio di personaggi che hanno gironzolato per lo stand TUTTO IL GIORNO (giuro), facendo foto col telefonino e con qualsiasi altra cosa avessero a disposizione. Se mi trovate in qualche sito internet di pazzi maniaci sapete perché.
Per fortuna che avevo la mia fida collega Sugihara con cui scambiavo commenti simpatici sui presenti e che aveva anche lei il culo un po' grosso e i polpacci come i miei... mi sono sentita meno sola!!!
Questo è quanto, uscita dal lavoro mi sono sparata una crepe con banane e cioccolato per superare il momento di stanchezza e quando l'autobus mi ha scaricato alla fermata sotto la neve che ricominciava a cadere, non aspettavo altro che di arrivare a casa e svenire sotto il mio amato kotatsu!
Si ricomincia con una nuova settimana... Tanti auguri al papone che oggi è il suo compleanno, oggi i baci sono solo per lui!
Alla prossima. 17 février note sparseNon so bene da dove cominciare ma questo vorrebbe essere un post di aggiornamento.
A Kyoto fa freddo, ha nevicato, ha piovuto, ma vediamo la luce in fondo al tunnel. I topi son sempre qui, ma credo che siano più morti che vivi, dato che non si fanno sentire più di tanto. Comunque ridi e scherza manca meno di un mese al mio trasloco (se la padrona di casa si degna di rispondere alle mie mail... se no andrò sotto un ponte
Tra meno di un mese finisce anche il mio corso di Giapponese: forse è meglio così, visto che la mia classe si sta decimando.. Siamo rimasti solo in sei, da dieci che eravamo.. Spero solo che non sia una cosa alla "dieci piccoli indiani"!!!!
Il test di cui ho tanto parlato a dicembre ..... be', diciamo che è stato in parte un scuccesso visto che ho preso un punteggio inaspettatamente abbastanza alto, ma è stato un fallimento perché non era ABBASTANZA alto per passare!!
Ci rifaremo.
Tra poco dovrei ricevere il visto dalla scuola di Italiano e sarò ufficialmente in grado di fare danni insegnando la nostra amata lingua... Diventerò quindi un'immigrata legale, col permesso di soggiorno e un lavoro. Pensate a questo quando vi viene da lamentarvi degli immigrati in Italia: e se fosse Erica???? Ecco uno spunto di riflessione per i mesi a venire. E non rispondete che li rimandereste tutti al loro paese solo perché mi rivorreste in Italia!!! Lo so che non potete vivere senza di me... hiuhihihi!
Tra meno di un mese se ne vanno anche le mie adorate compari, Elena e Silvia.... No comment. Spero che il destino ci rifarà incontrare.
Detto ciò: l'avventura continua! Continua la ricerca di altre possibilità qui e altrove, vecchi amici tornano nella terra del sol levante, e nuovi amici aspettano dietro l'angolo (spero senza mazze da baseball o cose simili..tipo barzelletta della settimana enigmistica per capirci!).
Ultimamente mi sono concessa qualche girovagamento visto che a stare sempre nell'umida Kyoto si rischia di fare la muffa (vedi alla voce "Venezia"). Il fine settimana scorso è stato all'insegna dell'anno nuovo.... di nuovo! Il capodanno cinese ci ha permesso di vivere nuovamente l'ebbrezza del passaggio di anno e di rifare tutti i buoni propositi che avevamo già disatteso nelle prime cinque settimane di questo promettente 2008.... e di disattenderli di nuovo subito dopo!!! Che gioia..
Sabato sera gli amici inglese-parlanti del Jet Programme sono discesi (o risaliti a seconda della dislocazione geografica) dalla profonda inaka (leggi campagna, o comunque tutto ciò che non è città) dove vivono, per darsi alle pazze libagioni a Kyoto. Io sono stata così fortunata da prendervi parte. Il nostro simpatico e rumoroso quartetto, incurante del freddo porco e della neve che incominciava a sciogliersi e a fare paciugo ovunque dopo che finalmente si era palcata una nevicata di circa dodici ore... - dicevamo, il nostro simpatico e rumoroso quartetto si è premurato di piombare in centro e di portare scompiglio nell'ordine al favorito Cabbages and Condoms, ristorante thai dove si impara a fare sesso sicuro, e in una delle tante izakaya (osterie giapponesi????) che si trovano ad ogni pisciata di cane.
Dopo aver ordinato da mangiare fino all'ultimo momento disponibile ed essersi praticamente fatti spazzare fuori dal ristorante, in preda ad un attacco di "stupidera" (come si dice dalle mie parti) ci siamo recati da Zawatami dove altre birre e situazioni bizzarre hanno finito l'opera. Vi dico solo che al momento di uscire, quando le porte dell'ascensore si aprono a quello che noi credevamo il primo piano, ci imbattiamo in un paio di tipi belli carichi che salgono in ascensore. La sottoscritta con la sua solita delicatezza esordisce:"Certo che questi invece di entrare a bere ancora, farebbero meglio a tornarsene a casa...". Quando usciti dall'ascensore e fatto qualche metro, ci rendiamo conto che quello non era affatto il primo piano e che eravamo ancora dentro al locale... be', diciamo che forse era ora che anche noi tornassimo a casa!! Non vi dico le risate quando abbiamo incontrato i due ubriaconi di cui sopra alla cassa del VERO primo piano. Poveretti, si staranno ancora chiedendo perché suscitassero la nostra ilarità!
Per toglierci la muffa e la figura di merda di dosso, domenica alzatici di buon ora (cosa quanto mai difficile vista la serata precedente e considerato che trovare un taxi per tornare a casa è stata una vera impresa), partiamo alla volta di Kobe! Erano cinque lunghi anni che non mettevo piede a Kobe, e ormai quasi non mi ricordavo nulla... ma mi piace sempre!! La chinatown, meta prima della nostra visita era ffollata come non mai, e non siamo riuscit a vedere praticamente niente di tutte le celebrazioni che ci sono state. In compenso abbiamo mangiato a volontà ogni cibo da bancarella possibile e immaginabile, anche i temibili gyoza (ravioli alla piastra)!!!! Dovete sapere che ultimamente in Giappone quello dei ravioli alla piastra surgelati è un vero e proprio caso! Pare che in alcune di queste confezioni (ovviamente made in china tanto per alimentare la psicosi collettiva anti-cinese) siano state trovate delle sostanze altamente tossiche, tipo piombo o peggio, e un sacco di gente è stata male. Ogni giorno è un bollettino di merci ritirate e da ritirare dal mercato, di risulati delle analisi condotte e di gente finita all'ospedale. Io, temeraria e confidando nei miei amici cinesi e nel fatto che a chinatown i gyoza se li fanno a mano (o almeno sperandoci) me ne sono sbafati tre di dimensioni apocalittiche. E sono ancora qui, viva, vegeta e in salute. Forse un po' ingrassata, ma va be', che ci vogliamo fare? Non mi dilungherò oltre sul cibo che era tanto e untissimo come ci piace a noi!!
Scappati dalla folla di chinatown, ci siamo rifugiati a Kitano, quartiere sulle colline in stile europeo... Una via di mezzo tra San Francisco, con le sue strade sali-e-scendi, e miniItalia, anzi, sarebbe meglio dire miniEuropa: tra mulini a vento in stile olandese, cottage austro-tirolesi, case coloniali e una sede del fanclub (?) di Sherlock Holmes non ci si capiva un ca.....ppero. Se aggiungete anche una sinagoga, una moschea e un tempio induista (!!!), il mal di testa è assicurato.
Ridiscesi verso il centro, i nostri tentativi di soddisfare la voglia del famoso "vitello di Kobe" risultano infruttuosi al massimo: è caro come il fuoco!!! Ripieghiamo sul coreano che dà sempre soddisfazioni.... se non fosse che un errore nella lettura del menù ci costa un conto più salato del previsto. Ma allora è proprio una congiura!!!
Meglio tornare a Kyoto a farsi crescere il muschio addosso....
Alla prossima. |
|
|